L'omicidio Mastrodonato (ma forse anche il tentato omicidio di martedì scorso) si sono verificati dopo gli arresti per estorsione. C'è un nesso di causa-effetto, oppure dobbiamo parlare di coincidenze? Come mai due degli arrestati dell'operazione antiracket sono fratelli di uno dei fermati di questo delitto?
«Abbiamo un gruppo di pregiudicati che sta cercando di ricostruire il controllo delle attività illecite sul territorio di Trani - risponde il procuratore aggiunto di Bari, Pasquale Drago -. Quando parlo di attività illecite parlo al plurale, quindi lo spaccio di stupefacenti, le estorsioni, le rapine e tutto quello che può portare profitti illeciti».
Drago non risponde esplicitamente, dunque, ma fa comprendere che un collegamento tra estorsioni e fatti di sangue ci sia. E tuttavia ridimensiona la portata della pericolosità dei nuovi protagonisti del crimine in città: «È un gruppo che stava emergendo, un sodalizio in formazione, ecco perché mi fa sorridere sentire dire stiamo tornando in tempi di Annacondia. Lui sì che aveva un controllo sul territorio di Trani e dell'intera provincia, un controllo che neanche immaginate. Questo, invece, è un gruppo criminale emergente che stava cercando di affermarsi come gruppo di stampo mafioso, ma ancora non strutturato in maniera tale da diventare pericoloso».
L'efficacia dell'intervento delle forze dell'ordine e della magistratura, dunque, secondo Drago, «consiste proprio in questo: siamo intervenuti a fermare il gruppo sul nascere e noi speriamo che, nel prosieguo delle attività dibattimentali, si riesca ad arrivare a sentenza di condanna definitiva e, quindi, ad allontanare questi soggetti, per un congruo numero di anni, dal territorio. Se dovessero rientrare sul territorio, l'impegno della magistratura di Trani e Bari non sarà straordinario, ma costante: li teniamo d'occhio tutti i giorni, e questo è l'impegno che abbiamo assunto e continueremo a mantenere».

