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Sabato prossimo, a Trani, parcheggiate sereni: scioperano gli ausiliari della sosta

Sabato prossimo, in città, parcheggio pressoché libero per tutti e tanti soldi che il Comune di Trani si prepara a perdere. Sarà l'effetto dello sciopero, indetto dalla segreteria regionale della Fit-Cisl, con riferimento all'attività degli ausiliari del traffico e della sosta: si asterranno dal lavoro il prossimo 4 marzo, per la durata di 4 ore ogni turno.

Poiché i turni di servizio sono tre, di cui due serali, niente operatori in giro dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 23. Va da sé che, chiunque occupi stalli circondati da strisce blu, potrebbe fare a meno di procurarsi il grattino per il tempo necessario alla sosta.

Il danno economico per l'ente non sarà di poco conto, tenendo conto del fatto che in mattinata è prevista la marcia per la legalità, che vedrà la città in gran fermento ed una forte richiesta preventiva di posti auto.

E dal pomeriggio, complice un clima che potrebbe essere quasi primaverile, inizierà l'assalto dei visitatori di porto il centro storico e, di conseguenza, altri incassi mancati.

Le ragioni della protesta risiedono in una serie di richieste di incontro che il Consiglio di amministrazione dell'azienda avrebbe ignorato. Secondo il segretario regionale della Fit-Cisl, Nicola Merico, «Amet ha posto in essere una condotta di completa noncuranza per le problematiche sollevate dagli operatori della sosta, in ordine a temi inerenti ritmi e turni di lavoro, sicurezza ed incolumità del personale, qualità e disciplina del servizio, suggerimenti pratici per ottimizzare la sosta la categoria degli ausiliari del traffico e della sosta

I problemi degli operatori del traffico e della sosta sono di carattere strutturale, ma anche e soprattutto in prospettiva del destino del servizio, in conformità ai progetti del Comune di Trani e di Amet.

Si tratta di dieci persone, assunte in corrispondenza dell'inizio della concessione in house del servizio, partita il 1mo luglio 2011 e destinata a concludersi il 31 dicembre 2018.

Da allora, pur avendo superato un concorso di selezione per posti di lavoro a tempo indeterminato, sono dipendenti part-time lavorando per cinque ore a turno. Questa situazione ha determinato una precarietà della quale non si intravede, per il momento, uno sbocco.

Al contrario, nel piano di razionalizzazione delle aziende, approvato a fine 2015, la giunta comunale ha previsto di dismettere alcuni servizi di Amet, con riferimento a darsena, trasporto pubblico locale e, appunto, sosta a pagamento. L'eventuale passaggio del servizio ad altro ad altro soggetto potrebbe determinare ripercussioni per i dipendenti e le loro famiglie, ed è questo il motivo per cui, più volte, il sindacato ha chiesto all'azienda chiarimenti che, a suo dire, non sono mai arrivati.

Il Comune, proprietario e socio unico di Amet, ha recentemente incaricato una società, la Ernst & Young, di procedere alla redazione di quel piano industriale di cui da tempo Amet ha fortemente bisogno per delineare la sua struttura soprattutto in prospettiva della fine del 2018, quando il suo core business, caratterizzato dalla distribuzione e vendita di energia elettrica, sarà minato dalla fine delle garanzie determinate dal mercato tutelato.

A maggior ragione, l'obiettivo sarebbe di restringere proprio al settore energetico il campo di interesse dell'ex municipalizzata, dismettendone gli altri rami d'azienda.

Per questo motivo, l'astensione dal lavoro potrebbe rappresentare una scossa, anche con riferimento all'oggettiva arretratezza di Trani rispetto ad altri comuni che si sono tutti dotati di strumenti per un più agevole utilizzo del servizio da parte degli utenti: non solo i parcometri, ma anche gli smartphone.

A Trani, invece, si va avanti con grattini non sempre reperibili, ed anche questo determina notevoli ammanchi per un servizio che, invece, potrebbe essere una piccola miniera. 


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