La vetrata di un altro balcone al primo piano della casa natale di Giovanni Bovio è ancora rotta e coperta da una tavola di legno applicata dall'interno. Quel vetro fu mandato in frantumi, come detto, il 31 luglio 2012, quando un'altra famiglia, anche quella con minori, occupò quell'immobile.
Uno dei componenti riuscire ad arrampicarsi lungo la grondaia, scavalcò la ringhiera del balcone, ruppe il vetro, apri la finestra e, una volta entrato in casa, poté aprire regolarmente il portone dall'interno e farvi accedere l'intero nucleo familiare.
In quel caso la Polizia locale intervenne quasi tempestivamente sul luogo e, grazie alla mediazione dei servizi sociali, si riuscì a convincere quella famiglia a lasciare l'immobile garantendo loro ospitalità in altre strutture.
Da lì a poco il portone fu murato e sembrava pertanto che la palazzina, nell'attesa di una consona destinazione, fosse al riparo da qualsiasi, ulteriore rischio di occupazione.
I tufi furono rimossi il 5 ottobre 2012, per un sopralluogo di sindaco e presidente del Tribunalòe in prospettiva dell'insediamento in quegli ambienti, mai avvenuto, di un'articolazione degli Uffici giudiziari.




