«Un libro che si può leggere da qualsiasi pagina, senza capitoli e, apparentemente, senza un filo logico. Ha spunti comici, ma molti anche tristi e che fanno riflettere. Il tutto con grande umiltà, la stessa dell’autore».
Così Antongiulio Mancino, critico cinematografico, presentando ieri, in una gremita sala Maffuccini della biblioteca comunale, «Il pensatoio (mi avvalgo della facoltà di non corrispondere), di Lorenzo Procacci Leone, edito da Landriscina.
Il libro contiene aforismi e riflessioni molto più profondi di quanto lo stesso autore voglia fare credere, attraverso la sua proverbiale tendenza a minimizzare e minimizzarsi per la sua ben nota umiltà.
In realtà, Il pensatoio offre uno spaccato della società odierna, soprattutto con riferimento alla contaminazione dei social, e non manca di fornire spunti di riflessione sulla Trani di oggi, confrontata con quella di ieri.
Arricchita da un disegno di copertina di Giuseppe del Curatolo ed una postfazione di Marco Risi, presidente onorario del circolo del cinema Dino Risi, di cui Procacci Leone è direttore artistico, l'opera vedrà il suo ricavato devoluto proprio in favore delle attività del sodalizio, sempre più aperto alla città.
A moderare l'incontro un altro direttore artistico, quello dei Dialoghi di Trani, Rosanna Gaeta: «Sicuramente quello che si scorge in questo libro è un riso amaro - ha detto -, con opportune citazioni di tanti autori, da Longanesi, a Domenico Modugno. Ed anche su Trani si intravede uno sguardo amaro, dal muro che la divide da Andria alla particolare rappresentazione della "perla dell’Adriatico"».
Procacci Leone ha chiarito che «il ricavato, più che in favore del circolo, è per il cinema, che va salvato. I social stanno condizionando anche il cinema, che sta oggettivamente soffrendo ma non deve scomparire. Come nascono i miei aforismi? In parte su Facebook, in parte altrove. Anche perché, se è vero che Facebook e i social non mi entusiasmano, cerco di utilizzarli per conoscere registi e divulgare le attività del circolo. Cosa c’è nel mio "ultramondo"? Un luogo in cui, periodicamente, si facciano proposte ed iniziative culturali e si continui a ridere dei nostri problemi».




