Soccorso, per primo, da uno degli “ultimi”. Aiutato spontaneamente da chi la gente non aiuta. Un’aggressione, una delle tante di cui purtroppo si parla, quasi quotidianamente. Ma è il soccorso prestato che, questa volta, fa la differenza.
Infatti, il primo a prodigarsi in favore dell'aggredito è stato uno dei senza tetto che, normalmente, vivono nella stazione ferroviaria di Trani. Perché è proprio lì che venerdì scorso (ma se ne è avuta notizia solo ieri) è accaduto l'episodio.
Erano circa le 21 ed un giovane attendeva il treno in stazione, per rientrare a casa dopo una giornata di studi universitari presso la locale sede della Lum. Ad un certo punto gli si accostavano due individui, che cercavano di appropriarsi del suo smartphone.
Il giovane opponeva resistenza semplicemente allontanandosi in direzione dell'uscita, ma veniva inseguito e percosso, peraltro senza che i responsabili gli sottraessero alcunché, quasi a mo' di sfregio per il «gran rifiuto».
In cambio, però, l’aggredito riceveva un pugno in pieno volto e perdeva i sensi battendo il capo per terra.
Proprio in quel momento uno dei clochard che frequentano la stazione lo ha soccorso ed aiutato a riprendere conoscenza: da lì a poco, grazie a quel telefonino non più rubato, la chiamata al 118.
Al Pronto soccorso di Trani gli venivano diagnosticati un «ematoma superficiale in regione parietale» ed un «trauma cranio-cervicale commotivo».
Dimesso il mattino successivo dall’ospedale di Trani, dopo una Tac cranica negativa, il malcapitato ha denunciato l’aggressione ai carabinieri, confidando in immagini delle telecamere e testimonianze per risalire ai responsabili.
Purtroppo, poiché visibilmente scosso per l’accaduto, lo studente ha fatto sapere che dovrà rinviare gli esami che, questa settimana, avrebbe dovuto sostenere.
Con il tempo, questa traumatica esperienza diverrà un ricordo tanto brutto, quanto sbiadito.
Resterà nitido, però, il gesto nobile del clochard, la risposta migliore a tanti che forse, senza neanche conoscere le storie che ci sono dietro e le difficoltà che queste persone vivono tutti i giorni, chiedono insistentemente che vadano via, dovunque si trovino, perché semplicemente, «indesiderati».
Persone grazie alle quali, come in questo caso, da una brutta storia può nascere, invece, una bella amicizia.
(foto di repertorio)


