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Trani, il dramma di chi abita e si affaccia sul Fondaco dei Longobardi: «Vivo nel degrado da anni e nessuno fa nulla»

La signora Corinna ha 77 anni. Vive da oltre venti in quella palazzina al civico 2 di piazza Longobardi, abitata anche da un'altra famiglia. Accanto, un'altra unità immobiliare con altrettanti inquilini. In mezzo, il degrado totale di un passaggio pedonale, chiuso da almeno dieci anni, ed immobili abbandonati da almeno il doppio del tempo.

Nella voce di quella donna c'è tanta forza d'animo, ma anche massima amarezza. Inevitabile, peraltro, a causa della situazione che si vive al Fondaco dei Longobardi, che collega l'omonima piazza con via Statuti Marittimi, e quindi il porto di Trani.

La signora Corinna acquistò casa negli anni '90, intuendo le potenzialità di quell'immobile in centro storico in piena fase di rilancio, e sostenne ingenti spese per la sua ristrutturazione.

Il vero sviluppo, però, sarebbe arrivato dalla parte del porto, mentre piazza Longobardi è rimasta sostanzialmente una grande incompiuta, nonostante i lavori di riqualificazione da area mercatale a luogo di aggregazione.  

Il vero problema, però, è la vetustà degli immobili sia abitati, sia, soprattutto, disabitati. Fra i secondi, le proprietà sono sia private, sia pubbliche, come nel caso di quello donato alla casa di riposo Vittorio Emanuele. Anche il Comune di Trani è proprietario di un'unità immobiliare al piano terra, con ingresso da via Statuti Marittimi: fu sede del consorzio del Moscato di Trani e, anch'esso, è chiuso da molti anni.

Lo stato di abbandono della gran parte di questi ambienti ha favorito la proliferazione di gatti e piccioni. La signora Corinna si affaccia e si ritrova, accanto e di fronte un'imposta lasciata aperta, una tenda annerita e cumuli di escrementi su balcone, grondaie, pavimentazione del pozzo luce.

Quello che allarma è, soprattutto, il precario stato di igiene con cui i residenti devono quotidianamente convivere. «Feci murare la finestra più vicina alla mia abitazione - ci racconta quasi rassegnata la donna -, perché avevo praticamente i piccioni in casa. Ma anche così lo stato dei luoghi è veramente raccapricciante, e non so neanche a spiegarmi come abbia fatto, per tutto questo tempo, a non avere accusato le conseguenze fisiche di questo scempio».

Come detto, il Fondaco dei Longobardi è chiuso da tempo per l'impossibilità di definire compiutamente le competenze tra proprietari privati e pubblici. L'unica eccezione, recentemente è stata costituita dall'ingresso di alcuni volontari, di associazioni di tutela degli animali, per il salvataggio di un gattino. Prima e dopo, poco quanto niente.

A quanto pare, uno dei residenti ha recentemente inoltrato un esposto per quanto «non» sta accadendo. ma appare evidente che si sia in presenza di un caso cui non è facile interessarsi e, qualora questo avvenga, probabilmente ci si accorge ben presto di quanto apparentemente insormontabili siano le difficoltà. Nel frattempo, gli immobili perdono valore e, chi vi abita, le speranze.


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