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Scacco agli estorsori a Trani, Fiore pentito dopo la rapina alla ferramenta: fu lui a sparare alle gambe dei titolari

Il grande elemento di novità nel secondo filone dell'indagine sulle estorsioni a Trani è rappresentato dalla figura di Salvatore Fiore che, per quanto solo indagato, è anche e soprattutto il collaboratore dalle cui dichiarazioni i carabinieri e la magistratura hanno potuto più facilmente comprendere gli ulteriori scenari del pizzo.

Fiore si era presentato spontaneamente alle forze dell'ordine lo scorso mese di gennaio, riferendo di essere un soggetto tossicodipendente dalla cocaina ed essere stato costretto a commettere con Gaetano Caselli, già arrestato quella sera stessa, la cruenta rapina del 26 novembre scorso ai danni della ferramenta di Ruvo, in via De Brado, ed i cui titolari, padre e figlio, furono feriti alle gambe dai rapinatori.

A sparare fu proprio Fiore, che aveva partecipato a quella rapina poiché il provento gli sarebbe dovuto servire per saldare i debiti accumulati con il suo fornitore di droga, Armando Presta, finito in carcere insieme con altre due persone a piede libero nel corso dell'operazione di ieri.

Lo stesso Presta, secondo le dichiarazioni rese da Fiore, gli avrebbe procurato l'arma utilizzata per la rapina.

L'esito non favorevole dell'azione criminosa, chiusasi con un bottino alquanto scarso, complicava le cose a carico di Fiore che si ripresentava da presta con l'arma danneggiata e senza essere in grado di saldare il debito.

Così, terrorizzato da eventuali ulteriori conseguenze, a causa di presunte minacce di morte indirizzate anche nei confronti dei familiari, si è determinato a collaborare con la giustizia.

Lo stesso Fiore ha riconosciuto di essere l'autore di uno degli episodi estorsivi, sempre per gli stessi motivi: procacciarsi il denaro per pagare i debiti contratti e mettere la sua famiglia e se stesso al riparo da pericoli.

È per questo motivo che gli inquirenti ritengono «che la collaborazione di Fiore non sia, dunque, collegata un calcolo utilitaristico, ma ad una situazione di esposizione a grave pericolo per l'incolumità propria e dei suoi familiari».


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