Eleonora Chiarella, studentessa della classe quarta del Liceo delle scienze umane Francesco De Sanctis, ha vinto la prima edizione del «Certamen desanctisiano», che l'istituto ha promosso fra studenti propri, e di altri licei, rivolto alle classi quarte e quinte, per coinvolgerli nella riscoperta del pensiero critico di Francesco De Sanctis sul tema: «De Sanctis, critico di Dante».
La studentessa ha vinto un bonus spendibile presso la libreria Luna di sabbia, di Trani. Menzioni sono andate anche ad altri quattro studenti, per i loro rispettivi lavori: Martina Nigro e Rosanna Pepe, del liceo scientifico Cirillo, di Bari, Natasha Amoruso e Maria Letizia Cosmai, del De Sanctis di Trani.
Tutto questo in occasione della prima giornata di studi desanctisiani, organizzata ieri dallo storico Istituto tranese in occasione del bicentenario della nascita del personaggio storico cui lo stesso è intitolato. Oltre la premiazione del concorso, l'intera giornata è trascorsa tra relazioni ed approfondimenti intorno alla figura di De Sanctis. Tra i docenti che vi hanno partecipato, Giuseppe Luca Loizzi, Grazia Distaso, Luigi Vavalà, Pasquale Voza e Luciano Gigante. Inoltre, l'attore Paolo Panaro ha letto brani di De Sanctis tratti da «A' miei giovani» e «Discorso di Trani».
Ma che importanza ha, oggi ricordare la figura di De Sanctis a due secoli dalla nascita, nella scuola a lui dedicata? «La scuola non può prescindere dal coltivare la memoria di una figura così importante di critico, storico della letteratura e filosofo - risponde il dirigente scolastico, Grazia Ruggiero -. E ha il dovere di ricordare l'uomo, per l'impegno che ha sempre profuso nella società, in quanto ha preso parte attiva anche ai moti del '48, testimoniando il valore della letteratura nel rapporto con la realtà e rifiutando ogni forma di idealismo in favore del realismo, e promuovendo, con il suo Discorso di Trani, il principio della cittadinanza attiva, del prendere parte alla vita sociale e politica, consapevoli dell'essere nel proprio tempo. E questa scuola, come ci stiamo sforzando di fare, vuole proprio essere l'espressione della cittadinanza attiva».









