Le misure illustrate da sindaco e dirigente dell'Area finanziaria, che determineranno l'inevitabile aumento della Tari, nell'ordine di 40 euro l'anno per cittadino, stanno già innescando le prime reazioni del mondo politico.
Una di queste si è manifestata proprio nel corso della conferenza stampa, quando il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis, ha pubblicamente reso noto che «l'organismo attende da tre mesi un parere del dirigente in merito all'estensibilità delle agevolazioni in favore dei contribuenti. Sono misure doverose e praticabili, e non comprendiamo perché continuiamo a non ricevere risposte».
Un altro consigliere di maggioranza, Francesca Zitoli, eletta nella Lista Emiliano, non risparmia critiche alla sua stessa compagine, parlando di «servizio inefficiente, nessun premio per chi da alcuni anni ha fatto della raccolta differenziata una sana abitudine (il principio dell'imparare facendo è più efficace di qualsiasi campagna di comunicazione), nessuno strumento che preveda agevolazioni ed incentivi, nonostante diverse sedute di commissione dedicate e aperte anche alle associazioni di categoria. Facciamoci delle domande e diamoci delle risposte. Serie, però».
Dall'altra parte il capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, comincia già a guardare oltre l'esperienza Bottaro: «Se il sindaco non condivide le scelte neanche con I suoi consiglieri di maggioranza, con chi le condivide? Mi, quindi, con quale coraggio si chieda l'aumento della Tari ai cittadini. A casa prima del tempo? Illudersi è follia, non prepararsi un delitto. Noi non ci illudiamo, ma ci prepariamo».
Che il clima sia tutt'altro che sereno sembrano dimostrarlo anche, e soprattutto, le parole del presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante: «Il ricatto è una cosa sbagliata. Tante possono essere le motivazioni alla base del ricatto, anche giuste. Ma diventano sbagliate per come si manifestano, ovvero attraverso il ricatto».
Nel pomeriggio Ferrante ha precisato: «A scanso di equivoci, questa mia affermazione non ha attinenza ad alcun fatto politico».
