Metti una sera su Canale 5 con Trani. La risonanza a livello nazionale non è certamente mancata, le ricadute sono tutte da valutare.
Si è partiti con il servizio di Pinuccio per Striscia la notizia, con riferimento all'inagibilità della pedana per l'accesso al mare dei diversamente abili alla Baia del pescatore. Interviste a utenti e rappresentanti di associazioni, per porre in risalto agli occhi di tutta Italia un problema che più volte gli organi di informazione a livello locale, compreso il nostro, hanno evidenziato.
Le soluzioni, secondo quanto affermato alla fine del pezzo dal sindaco, Amedeo Bottaro, sarebbero nel tardivo rilascio di pareri da parte di altri enti, mentre il Comune di Trani avrebbe già fatto la sua parte trasmettendo loro il progetto per la sistemazione definitiva di quel manufatto.
La realtà è che, da anni, si va avanti vivendo alla giornata. Poco è cambiato dopo le sollecitazioni locali, poco cambierà dopo il passaggio di Striscia, che non è la panacea di tutti i mali.
Il tempo dei soliti, lunghi passaggi pubblicitari ed ecco ritornare la città in onda, questa volta in veste di set cinematografico, con la prima visione televisiva di «Loro chi», il film di Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci interpretato da Marco Giallini ed Edoardo Leo, pellicola prevalentemente girata a Trani due anni fa.
I due attori hanno decisamente fatto molto meglio nella loro carriera, ed il recente «Perfetti sconosciuti» ne rappresenta una delle loro migliori e più intense interpretazioni, ma nella pellicola girata nella nostra città si sono limitati a svolgere, e pure male a causa dell'impalpabilità della sceneggiatura, il loro compitino.
Una storia di truffatori, truffati e relazioni umane molto flebili è il filo conduttore di un lavoro cinematografico che stravolge alcune visioni consolidate della nostra città: un inseguimento lungo il porto, che invece (se non ci sono i varchi) è sempre il regno del caos nel quale persino i pedoni fanno fatica a muoversi a causa dell'enorme presenza di veicoli; auto che percorrono su e giù, e persino in retromarcia, il molo San Nicola da sempre interdetto al traffico; un consiglio comunale di undici persone che si riunisce intorno a un tavolo ed alza le mani semplicemente grazie ad una telefonata.
E poi lo schizofrenico capovolgimento dei luoghi: Palazzo di città che diventa caserma dei carabinieri; palazzo Soria che diventa Palazzo di città; il salone delle feste di palazzo Covelli che diventa aula consiliare.
Certo, in un film ci sta di tutto, e questo è il sale del cinema. Ma questa Trani, rivoltata come un calzino, appare allo spettatore sbeffeggiata e raggirata, a cominciare dal sindaco, ad opera del profittatore di turno. E questa, più che finzione, suona tanto di realtà.
Ed i cittadini, appollaiati sulle transenne, sorridono inebetiti durante la registrazione delle riprese: essere parte quasi impercettibile di un film, che pure non parlerà benissimo di loro, è un sogno di vita che si realizza.





