La mozione del ministro Andrea Orlando ha chiuso a Trani con un quasi record pugliese, grazie ai 1212 voti portati a casa. Qual è, allora, il bilancio che sindaco, Amedeo Bottaro, può trarre da queste elezioni primarie del Pd, a prescindere del fatto che l'interessato sia stato eletto (dato pressoché ufficiale pur nell'attesa dei numeri di Foggia, che non dovrebbero mutare lo scenario) o meno nell'assemblea nazionale? «Assolutamente positivo - risponde il primo cittadino -, perché dimostra che il centrosinistra ed il Partito democratico rimangono forti, nonostante siano trascorsi quasi due anni dalla mia elezione».
Bottaro fa riferimento all'affluenza, in ascesa rispetto alle primarie del 2013, ma anche, appunto, al risultato della lista pro Orlando, di cui era capofila. «Siamo andati controcorrente, sostenendo nel territorio un candidato che partiva nettamente sfavorito rispetto a Michele Emiliano, che pure a mia volta ho sostenuto due anni nella maniera che tutti sanno. I 1200 voti per Orlando fanno di Trani il secondo comune di Puglia in suo favore, e la soddisfazione sarebbe maggiore se dovessimo centrare l'elezione in assemblea nazionale. Sono contento anche per Fabrizio Ferrante, mi auguro scatti anche una tra Irene Cornacchia ed Eleonora Vitale.
Quanto all'ipotesi se l'elezione diretta in assemblea nazionale di Francesco Spina, sindaco di Bisceglie, sposti gli equilibri del Partito democratico decisamente verso quella città, Bottaro appare prudente: «Il mio collega di Bisceglie andrebbe a supportare una mozione che, a livello nazionale, ha solo il 6 per cento, contro il 20 di Andrea Orlando». Dichiarazioni che lasciano anche intendere che l'arrivo di Bottaro nel consesso nazionale premierebbe ulteriormente il ruolo di Trani in questa partita.

