“Non è corretto parlare di frutta marcia. Ci siamo trovati in presenza di sole due vaschette in cui era presente della muffa, probabilmente per un cattivo stato di conservazione o una chiusura errata. Tutto il resto della frutta era in ottimo stato ed è stata regolarmente distribuita agli alunni”.
Così il presidente del consiglio del Quarto circolo didattico Beltrani, Claudio Biancolillo, in merito a quanto denunciato dalla sezione di Trani del movimento Noi con Salvini. Secondo il responsabile, Gianni Biancofiore, “giovedì scorso, a scoprire albicocche e ciliegie marce, acide e che puzzano di muffa, nella vaschetta di frutta distribuita a scuola, sono stati i genitori di alcuni bambini. Ma l'episodio non sarebbe isolato ed il problema si sarebbe ripetuto anche in altre scuole”.
La fornitura, che non ha nulla a che vedere con il servizio di refezione scolastica, rientra nel quadro del programma europeo “Frutta nelle scuole”, finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini nelle scuole ed attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari ed una nutrizione maggiormente equilibrata.
“Ma molto spesso le maestre sono state costrette ad aprire le confezioni riferisce Biancofiore -, selezionare e cestinare la frutta marcia e lavare la buona per mangiarla in classe. Ma c'è anche, naturalmente, chi racconta di non avere mai visto frutta marcia nella vaschetta consegnata ai bambini. Di certo, fino ad oggi il progetto ha coinvolto decine di migliaia di studenti con risultati deludenti ed un enorme sperpero di denaro pubblico”.
Ma le vere criticità del sistema, a detta del partito di centrodestra, sarebbero di carattere organizzativo e qualitativo: “Infatti – riprende Biancofiore -, ci preme evidenziare che né l’amministrazione comunale, né la società di ristorazione sono a conoscenza dell’adesione delle singole scuole al progetto, determinando situazioni paradossali. Inoltre, a differenza della frutta distribuita dal servizio di ristorazione, normalmente trasportata in ceste, i frutti del progetto sono confezionati singolarmente e producono una grossa quantità di rifiuti che andrebbero di conseguenza smaltiti. Infine, sono stati molti i casi in cui maestre e genitori si sono lamentati per la qualità discutibile dei prodotti distribuiti: acerbi, troppo maturi, fuori stagione (e quindi di provenienza estera) o addirittura ammuffiti e per la mancanza di igiene negli alimenti, con rischi per la salute dei nostri figli. C’è un principio di precauzione dettato dalle attuali norme comunitarie che impone il non consumo di alimenti quando c’è anche un minimo dubbio sulla nocività del prodotto: figuriamoci nel caso in cui questi prodotti vengano somministrati nelle scuole. Invitiamo pertanto dirigenti scolastici ed insegnanti – conclude Noi con Salvini - ad avere una maggiore attenzione con un atteggiamento rigido e, nel caso, segnalare ai Nas tutte le mancanze a riguardo”, al solo fine di tutelare la salute dei nostri bambini”.

