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Trani e il «teatro verità»: al De Sanctis, in scena la violenza sulle donne. E le testimonianze dei parenti delle vittime commuovono il pubblico

Santa Scorese nasce il 6 febbraio 1968 a Bari. Vivendo il Vangelo e dedicando la vita ai poveri, nonché spinta ad intraprendere un'appassionata ricerca della sua vocazione. Intanto, un giovane squilibrato prende a minacciarla e, dopo anni di ossessivi pedinamenti, nella tarda serata di venerdì 15 marzo 1991, mentre tornava da un incontro di catechesi in parrocchia, la colpisce mortalmente. Santa aveva 23 anni, e le sue ultime parole furono di perdono per il suo assassino. Adesso si sta valutando una causa di beatificazione della donna, per essersi comunque consegnata a Dio. La sorella di Santa, Rosamia, di Palo del Colle, è intervenuta l'altra sera, presso la palestra scoperta del Liceo Francesco De Sanctis, per portare questa testimonianza in apertura di uno spettacolo dedicato al femminicidio, preparato dagli studenti di tutti e tre gli indirizzi dell'Istituto.  

Insieme con lei, anche i genitori di Federica De Luca, tarantina, arbitro di pallavolo di serie B, uccisa lo scorso 7 giugno dal marito, che poi avrebbe tolto la vita al loro figlioletto Andrea, di 3 anni, prima di suicidarsi. Venticinque anni, 50 l'assassino, i genitori di Federica, con grande coraggio e lucidità, hanno parlato anche della loro dolorosa storia e, lo fanno quanto più possibile, ovunque, in totale divergenza con la preghiera della famiglia di lui di mettere il silenziatore sulla vicenda. E mostrano anche le foto di Federica, di Andrea e persino, quando possibile, le immagini di lei massacrata di botte dal marito, «perché Federica è morta di percosse - hanno raccontato in un silenzio surreale, non strangolamento o arma da fuoco o bianca».

Lo spettacolo messo in scena dagli alunni del liceo ha avuto per titolo «L'onta di Lucrezia». Donne, bieca violenza di genere, sovrastrutture ideologiche di matrice patriarcale, femminicidio in un'opera unica curata dalle docenti Antonella de Gennaro e Speranza Spadavecchia, in collaborazione con l'associazione musicale "Curci", di Barletta. Il dirigente scolastico, Grazia Ruggiero, coadiuvata dall'associazione Agave, presieduta da Roberta Schiralli, ha sostenuto con fermezza un progetto che toccava una delicatissima tematica sociale e si è manifestato con un lungo ed intenso percorso di «teatro verità» fra recitazione, canti e balli.

In scena tante esperienze di violenza vissuta, spesso e volentieri di vittime di stalking, fenomeno ancora troppo spesso sottovalutato e su cui si fa, soprattutto, pochissima prevenzione. I ragazzi si sono perfettamente compenetrati nella parte, dando vita ad una serata ricca di significato e che ha tenuto incollato in platea il folto pubblico. La rappresentazione si è intessuta di molti spunti simbolici, fra i quali una sposa mascherata ed alcune lavandaie disperatamente, ma inutilmente, alla ricerca di un modo per lavare un lenzuolo bianco macchiato di sangue, simbolo di una vita persa e di quell'onta che non si cancellerà mai. 


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