«Lei torni a casa, sistemi tutte le cose in famiglia e, quando vorrà, mi faccia sapere in quale seminario decide di andare. E non si preoccupi di nulla: non pagherà alcuna retta per tutti gli anni del corso teologico. Noi le forniremo tutti i libri di cui avrà bisogno e di qualunque altra cosa».
Così il cardinale Giuseppe Pizzardo, a Roma, nei primi anni '40, rivolgendosi ad un Vincenzo Franco in trepida attesa di un gesto generoso che assecondasse la sua vocazione. Al sacerdozio giunse soltanto trentenne, poiché la sua vocazione fu ostacolata per i problemi economici della famiglia. Infatti, a Trani, l'arcivescovo Leo non gli permise di realizzare il suo sogno vocazionale ma, grazie all'intercessione di monsignor Petronelli, il giovane Vincenzo Franco poté recarsi a Roma ed avere le garanzie necessarie per diventare sacerdote.
È questo uno dei passaggi più significativi dal diario del presule, riportato all'interno di «Monsignor Vincenzo Franco, un pastore per la gente e tra la gente», presentato l'altra sera presso il Polo museale, nell'ambito di una serata dedicata alla figura dell'arcivescovo emerito di Otranto proprio nel giorno centenario della nascita, che avvenne il 1mo giugno 1917.
Il presule è morto il 4 marzo 2016. Mons. Vincenzo Franco fu ordinato sacerdote il 6 luglio 1947. Il 12 dicembre 1974 fu eletto vescovo di Anglona-Tursi. La sua ordinazione episcopale avvenne il 26 gennaio 1975. Il 27 gennaio 1981 fu promosso Arcivescovo di Otranto e, dall’ 8 aprile 1993, ne divenne arcivescovo emerito.
Il libro contiene testimonianze e ricordi dell'arcivescovo di Trani. monsignor Giovan Battista Pichierri, di quello di Bari e suo grande amico, monsignor Francesco Cacucci, e del presule di Oria, Vincenzo Pisanello. E poi le parole di don Peppino Asciano, figura carismatica del clero e della curia di Trani, anche lui grande amico di monsignor Franco dai tempi dell'esperienza alla parrocchia di San Giovanni: «Le sue omelie toccano il cuore, fanno riflettere, scuotono e portano a cambiare il modo di pensare».
Dal suo diario, gelosamente custodito dallo don Mimmo De Toma, vicario episcopale di Trani, si riportano passaggi proprio di alcune significative omelie, risalenti a Natale 2006, Pasqua 2009 ed Immacolata 2001.
Ed ancora, l'inaugurazione degli spazi sportivi dal centro Jobel, il 23 settembre 2003, quando si rivolgeva ai giovani richiamando il vero senso dello sport, «che deve dare un senso alla vostra vita, aiutarvi a prendere coscienza della vostra dignità e preziosità del vostro corpo, contribuire a mantenere armonia, serenità, pace interiore che rende bella, vivibile e gioiosa la vita, nonostante i limiti e le scarse risorse».













