«Il nome Addolorata, a partire dal momento della mia iscrizione presso l'Università Luiss Guido Carli, in Roma, ha rappresentato motivo di imbarazzo a causa di sogghigni ed ironie». È questo il motivo per cui una donna di Trani ha proposto un'istanza di cambio nome al Comune di Trani, per identificarsi con il solo nome di Ilenia.
All'anagrafe, la donna risulta Ilenia Addolorata ma, dopo i problemi sorti nell'ateneo capitolino, lo scorso 31 gennaio l'interessata ha presentato istanza di cambiamento del nome, da Ilenia Addolorata in Ilenia, alla Prefettura di Barletta-Andria-Trani. Un decreto prefettizio del 16 maggio ha ritenuto valide le motivazioni addotte dalla richiedente che, in ragione dello stesso decreto, è stata autorizzata a fare pubblicare nelle forme di rito, a cura del Comune di Trani, un avviso contenente il sunto della domanda.
La scelta della donna di rinunciare al nome Addolorata sembra andare controcorrente rispetto alla grande devozione che la città di Trani serba per quella Madonna, la cui processione notturna del Venerdì santo rappresenta uno dei momenti di maggiore religiosità che la città vive nel corso dell'anno. Per la verità, non sono molte le donne che portano quel nome, e la maggior parte di loro si fa chiamare con variazioni del tipo Dora, Dorita, Dolores e Tina. Ma è anche vero che, finora, non si era registrato alcun caso di disagio per un nome di battesimo ritenuto foriero di problemi. In questo caso, poi, siamo in presenza del secondo nome, generalmente ignorato dai più.
Peraltro, la storia della signora Ilenia sembra suggerire, come si evince dall'istanza, che il secondo nome Addolorata risultava non gradito non tanto all'interessata, quanto piuttosto ad altre persone.
E quello che sembra emergere in maniera sorprendente da questa vicenda, dunque, è che la scelta della donna sia dipesa dagli umori degli altri e non da una sua precisa convinzione di non volere più portare il nome Addolorata.
Non si spiegherebbe diversamente il perché, fino al momento dell'iscrizione all'università, con quel nome la donna abbia tranquillamente convissuto.
Di certo, in un'epoca in cui lo stato civile ha superato molte nuove frontiere, quella di un cambio nome legato semplicemente alle facile ironia della gente sembra rappresentare un sorprendente passo indietro, insieme con una possibile perdita di una buona dose di autostima.

