Una porta sulla porta non è la soluzione definitiva, ma serve a restituire un minimo di decoro e normalità alla chiesa di Santa Maria de' Russis, meglio conosciuta come San Giacomo, un mese fa oggetto di un vile atto incendiario per il quale una persona è stata poi riconosciuta come responsabile e denunciata a piede libero.
Grazie agli sforzi economici compiuti dalla sezione di Trani dell'Unione giuristi cattolici italiani, da quella di Trani-Barletta-Bisceglie dell'Unione cristiana imprenditori dirigenti, nonché dall'Ordine equestre del Santo sepolcro, la facciata della storica chiesa romanica di via Romito ha ritrovato il colore verde di una volta, grazie alla sostanziale sovrapposizione di un nuovo strato sulla porta carbonizzata lo scorso 14 maggio.
Il progetto di restauro conservativo del vecchio e storico manufatto ligneo è ancora nell'attesa dell'approvazione da parte della Soprintendenza competente, soltanto dopo il cui parere si potranno dare inizio ai veri e propri lavori.
Allo stato, però, quello che è stato fatto, peraltro in maniera efficiente ed efficace, consente di rendere più decoroso il prospetto principale della chiesa, nonché aprirla in occasione delle circostanze richieste per realizzarvi manifestazioni ed ammirare i tanti reperti storici e statue presenti all'interno, non da ultima quella di santa Lucia, recentemente restaurata.
Il pregio del portale fu deturpato dall'incendio doloso avvenuto la notte fra il 13 ed il 14 maggio. Le fiamme, presumibilmente divampate a partire da alcuni cartoni cosparsi di liquido infiammabile, annerirono integralmente il portone ligneo, danneggiando anche alcuni mattoni dell’edificio per i quali si attendono analoghe valutazioni sull’entità del danno e relativi interventi. Il responsabile fu individuato in un 51enne, del luogo, probabilmente già coinvolto in eventi simili riguardanti taluni cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.
(si ringrazia per le foto Stefano Musci)














