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In istituto? Non ci sono soldi. Dal nonno? Ci sono problemi. Casa Bovio occupata, il nodo sono i minori

Diventa sempre più complicata la vicenda che, da ormai quattro mesi e mezzo, sta determinando una situazione di totale stallo all'interno della casa natale di Giovanni Bovio, occupata da un nucleo familiare composto di sette persone, di cui cinque minori.

Il problema ruota proprio intorno ai bambini, la cui destinazione resta in questo momento un gran mistero. L'amministrazione comunale vorrebbe assicurarli presso una struttura di accoglienza dei servizi sociali, ma non ha le disponibilità economiche per farlo, tenendo conto del fatto che ha già investito, per il 2017, quasi 200mila euro per dare ospitalità ad un nutrito gruppo di minori presso altre strutture di accoglienza, secondo esigenze maturate già prima dell'occupazione dell'immobile di via Mario Pagano.

Ma c'è anche un altro aspetto che Servizi sociali e Tribunale dei minori stanno cercando, in qualche modo, di risolvere a fronte dei problemi, da parte del padre, di mantenere i bambini con sé. Infatti, il nonno avrebbe le possibilità economiche per ospitarli insieme con la mamma, come già accaduto nel recente passato. A questa sistemazione, però, si oppone proprio il capo famiglia, che invece chiede a gran voce che i bambini restino con lui. Così, in una situazione estremamente delicata dal punto di vista sociale ed umana, i giorni passano uno dopo l'altro e lo storico immobile resta ancora appannaggio di un nucleo familiare che lo ha occupato senza titolo.

A quanto si è appreso, nei giorni scorsi vi è stato un incontro fra il capofamiglia ed il sindaco, Amedeo Bottaro: il primo avrebbe chiesto una nuova sistemazione, in un immobile comunale, per l'intero nucleo familiare; il primo  cittadino gli ha risposto che il Comune non solo non ha immobili da mettere a disposizione di alcuno, ma anche, e soprattutto, vuole che la casa natale di Bovio sia liberata, non prima di avere assicurato una degna ospitalità ai bambini.

Nel frattempo però, come è noto, gli occupanti hanno realizzato alcuni lavori all'interno dell'edificio adeguando un bagno che non sarebbe potuto essere utilizzato per una civile abitazione, ma solo per la destinazione museale dell'immobile. Di conseguenza, è arrivato pure l'allaccio della fogna nera in strada, ed anche in questo caso i lavori risultano non autorizzati.

Intanto, molti residenti della zona si lamentano ripetutamente di quanto accade in quel tratto di strada compreso fra via Alvarez e via Sant'Agostino: la carreggiata nei pressi dell'ingresso della palazzina è perennemente occupata da sedie e veicoli riconducibili alla stessa famiglia; spesso e volentieri, da lì si diffonderebbe ad alto volume musica neomelodica che disturberebbe non poco il vicinato, anche in orari non consoni. E tutto questo, a detta dei residenti, nella totale indifferenza di chi dovrebbe controllare ed intervenire, ma ben si guarderebbe dal farlo.

Il dirigente uscente della dei servizi sociali, Caterina Navach, aveva fatto sapere in più lettere, inviate anche al presidente del Tribunale di Trani ed a quello dei minori, che i bambini devono essere ospitati presso la casa del nonno, che ha tutti i mezzi utili al loro sostentamento e crescita, insieme con la mamma. Ciononostante tutti restano fra le stesse mura che, il 6 febbraio 1837, videro i natali dell'illustre filosofo e parlamentare: da una parte, la storia luminosa di Bovio; dall'altra, quella a tinte fosche della sua casa natale, da possibile museo a «caso sociale».

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