Cura dimagrante per l'albo delle associazioni comunali, dopo quella che il dirigente della Prima area, Leonardo Cuocci Martorano, ha letteralmente definito, nel suo provvedimento, «radiazione» di almeno trenta soggetti che, di fatto, hanno da tempo interrotto la loro attività.
Infatti, con delibera del commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, del 9 aprile 2015, è stato istituito un nuovo regolamento per l'iscrizione delle associazioni all'albo comunale, sostitutivo di quello del 23 marzo 2007, approvato anche in quel caso da un commissario straordinario, Angelo Trovato.
Il nuovo ordinamento prevede l'obbligo, da parte dei soggetti iscritti all'albo, di presentare annualmente una relazione consuntiva delle attività svolte nell'anno precedente, per verificarne l'effettiva operatività. «Tale previsione - si legge nel provvedimento -, salvo rare eccezioni è stata ampiamente disattesa dalle associazioni iscritte».
Il dirigente, a quel punto, è chiamato ad effettuare verifiche sul possesso dei requisiti richiesti per l'iscrizione all'albo e, avvalendosi di tale facoltà, il predecessore dell'attuale figura apicale della Prima area, Caterina Navach, il 5 marzo 2015 inviava apposita procedura intesa a verificare la persistenza dei requisiti di iscrizione.
Tale accertamento veniva effettuato mediante invio, all'indirizzo delle associazioni iscritte all'albo, di lettera raccomandata con cui venivano richiesti: eventuali variazioni dello statuto; attuale indirizzo della sede sociale; nominativo del presidente in carica e di coloro che ricoprono cariche sociali; consistenza associativa, vale a dire numero degli iscritti risultanti al registro dei soci; relazione delle attività realizzate nel biennio 2013-2014; indirizzo mail di riferimento; numero telefonico; eventuale sito internet.
All'esito della procedura e della lunga istruttoria condotta, alcune associazioni non hanno fornito alcun riscontro e, pertanto, non è stato possibile accettare la persistenza dei requisiti necessari per l'iscrizione all'albo.
E, così, il Comune di Trani ha provveduto alla cancellazione delle seguenti associazioni: Virtus calcio; Circolo scacchistico dell'Erba; Music & Co; Fortis basket; Avidicaf; Fabbrica Famae; Trani eventi; International Inner wheel; Leo Club Ponte Lama; Pediatri di Puglia e Basilicata; Rugby Trani; I girasoli; Sos infanzia nel mondo; Il sestante; Gente di mare; Navy Seal Trani; Associazione ristoratori tranesi; Asd Miriello School; Aps Lista Trani; Laos; Myron; Demetra; Tra giovani; Libera i libri; Cartelatte; Automoto club Trani; Fortis Trani; Tennis team project; Aide onlus; Auditorium.
Non mancano nomi illustri fra quelli cancellati dall'albo. A cominciare dalla Fortis, la società calcistica che, con quella denominazione, vide il Trani ritornare in serie D sotto la presidenza Flora (foto del 13 giugno 2010, Trani-Noto 3-1).
Fuori dei giochi anche il Circolo scacchistico dell'Erba, che aveva conosciuto anni di grande fama quando era ospitato all'interno della sede della Democrazia cristiana, in via Aldo Moro, sfornando scacchisti di spessore.
Scompare anche l'associazione Fabbrica famae, che realizzò importanti eventi dell'Estate tranese, in particolare nel 2011, denominati i «Fari a levante».
Giù il sipario anche per Auditorium, che inanellè una serie di sempre più prestigiosi festival musicali, denominati Pugljazz, la cui conclusione, a causa della mancanza di contributi comunali, avrebbe determinato, da lì a poco, anche l'uscita di scena del soggetto organizzatore.



