«La sindrome di Down non è una disgrazia, l'ignoranza lo è». Questo uno dei passaggi più significativi di "Vietato dire non ce la faccio", il libro della pluricampionessa mondiale di atletica leggera paralimpica, Nicole Orlando, presentato l'altra sera, a Palazzo San Giorgio, nell'ambito delle manifestazioni collaterali della nona edizione del festival nazionale "Il giullare", in programma al centro Jobel dal 17 al 23 luglio, imperniato sul disagio che mette a disagio.
Grazie alle letture dell'attrice Bianca Nappi ed ai reading musicali di Debora di Cugno (voce) e Chiara Aurora (violoncello), l'evento, presentato da Mauro Pulpito, ha messo in luce la straordinaria forza, da una parte, e semplicità, dall'altra, di un'autentica rivelazione dello sport nazionale, e non solo.
Infatti, nell'ultimo messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a sorpresa ha citato proprio lei come esempio dell'Italia da seguire. E Nicole Orlando, ancora oggi, non crede a quanto sia accaduto: «La sorpresa del Capo dello Stato che parlava di me mi fa tuttora battere il cuore e volare le farfalle dentro. Io non credo di avere fatto niente di speciale, ma all'improvviso mi sono sentita quasi una diva pur non volendolo essere».
Da allora, però, tante cose sono cambiate. Nicole Orlando ha partecipato a "La vita in diretta" e "Ballando sotto le stelle" ma non per mettersi in mostra, quanto piuttosto per portare ovunque il suo messaggio di tenacia e visione del mondo diversa dalla massa: «Io non sono una ragazza Down, ma affetta da sindrome di Down, che non è una malattia, ma una condizione di vita diversa a causa della presenza di un cromosoma in più. Ma questo è diventato un problema e, allora, il mio motto è diventato "Vietato dire non ce la faccio". Infatti, non mollo mai, amo lo sport e lo sport mi aiuta a realizzare il mio motto, perché quel cromosoma in più è la mia marcia in più».
Nicole riferisce di essere fidanzata, che il papà ne è a conoscenza e la mamma ancora no, e che spesso ha corso per farsi notare «non tanto da un principe azzurro, ma nerazzurro». La Orlando, infatti, è interista sfegatata e non è un caso che l'Inter club di Trani le abbia tributato una targa di riconoscenza in quanto «orgoglio dello sport italiano e del popolo nerazzurro», nonché la tessera di socio onorario del club.
Nicole Orlando ha vinto cinque medaglie ai recenti campionati mondiali di atletica del Sudafrica, di cui quattro ori nel triathlon, staffetta, lungo e peso. Ad accompagnarla, sul palco, un'altra neo campionessa sportiva, tranese purosangue, Ilaria Lenzu, fresca vincitrice, come da noi riportato, del titolo tricolore di nuoto sincronizzato in coppia, conquistato nei giorni scorsi a Poggibonsi.
Ilaria, 20 anni, espressione di una famiglia di sportivi, nuota da poco e, per quello che ha fatto in vasca, sembra anch'ella una predestinata. Per le due atlete, a fine serata, tante foto ricordo ed un altro motto che resterà scolpito nel ricordo dell'evento: «Siamo diverse, ma non vogliamo essere diverse da così».






