«È giusto cambiare ambiente di lavoro, piuttosto che radicarsi nello stesso posto. Altrimenti si diventa lungodegenti, soffrendo di una malattia evitabile e rimanendo coinvolti in dinamiche poco trasparenti».
Così l'ex procuratore facente funzioni, Francesco Giannella, che ieri ha salutato la Procura e l'intero Tribunale di Trani assumendo in pieno l'incarico di procuratore aggiunto a Bari. «La carica è la stessa - ha precisato il magistrato -, ma non è per nulla la stessa cosa e, soprattutto, cambia la prospettiva perché, a Bari, siamo in un capoluogo di regione nel quale si verificano transiti e circostanze del tutto diverse da quelle di Trani».
Quanto alla città che lascia, «vi ho trascorso otto anni e mezzo bellissimi, anche se l'ultimo è stato, purtroppo, segnato dall'immane tragedia ferroviaria che ha lasciato un segno anche nel sottoscritto. Posso assicurare, però - ha chiarito Giannella -, che ci manca veramente poco per chiudere le indagini e sostenere con tutta la forza necessaria la pubblica accusa. E continuerò ad operare anche dal di fuori, per dare una mano ai colleghi che stanno continuando questo enorme lavoro».
Sui titoli di coda, Giannella ha ringraziato, «di cuore, le persone che mi sono state più vicine, molte delle quali sono semplici dipendenti e funzionari che si sono rivelati veri e propri amici. E - conclude -, posso affermare con certezza che la Procura di Trani è in buone mani. Il collega Antonino Di Maio mi piace per la mentalità aperta ed il basso profilo che ha scelto di tenere alla guida di questo ufficio».

