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Il regolamento di Palazzo Beltrani chiude il consiglio comunale. Ritirati i restanti argomenti

Il palazzo delle arti Beltrani – pinacoteca Ivo Scaringi aderisce al decreto legislativo del codice dei beni culturali e del paesaggio facendo propria la definizione di “museo” formulata dall’Icom, Internation Council of Museum, ed è cioè una «istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, conserva, comunica e soprattutto espone ai fini di studio, educazione e diletto».

La gestione tecnico-burocratica del palazzo compete al Dirigente dell’area affari generali, istituzionali e servizi alle persone (al momento, Leonardo Cuocci Martorano), che dirige il personale scientifico, tecnico e amministrativo assegnato alla struttura attribuendo i materiali necessari all’assolvimento degli obiettivi e dei compiti assegnati, provvedendo alla selezione e formazione delle risorse umane, provvedendo alla gestione delle risorse finanziare assegnate. Al direttore del palazzo è demandata la sola competenza artistico-scientifica della predetta istituzione museale. Queste figure, si legge nel regolamento, devono avere unità di intenti e operatività. La loro collaborazione è condizione imprescindibile per un adeguato funzionamento della struttura secondo parametri di qualità.

Il direttore verrà scelto tramite una procedura ad evidenza pubblica. A questa figura spetteranno diversi compiti: curare il progetto del museo, facendo di esso un luogo in grado di promuovere il turismo della città; assicurare eventi di qualità; provvedere alla predisposizione e cura dei progetti di attività di ricerca e studio, alla programmazione del palazzo, a sovrintendere e coordinare iniziative di valorizzazione collegate al patrimonio museale e ai beni culturali del territorio di riferimento; sovrintendere alla progettazione e alla cura dei contenuti della comunicazione; curare i rapporti esterni e il personale del museo; adoperarsi al fine di cercare finanziamenti.

Il personale tecnico-amministrativo, che deve saper parlare almeno due lingue straniere, deve curare gli inventari e la raccolta, accogliere i visitatori, controllare le sale, svolgere azioni in concorso con il direttore, quindi informandolo sull’andamento della gestione del palazzo e sensibilizzando le iniziative di valorizzazione dello stesso.

C’è poi la figura del “commesso vigilante”, cioè colui che si occupa di garantire l’apertura e chiusura dell’edificio, sorvegliandolo nelle ore di apertura al pubblico. Il vigilante non può ricevere in alcun modo oblazioni.

Al fine di garantire un servizio efficiente, l’amministrazione comunale può affidare l’incarico all’esterno. Ed infatti, ad oggi, chi gestisce la struttura è una ditta, Madeinpuglia.

Il regolamento è stato approvato con 21 voti favorevoli. Ritirati gli ultimi due argomenti iscritti all'ordine del giorno, vale a dire il nuovo regolamento sulle civiche benemerenze e la modifica dello statuto di Amet.

Federica G. Porcelli

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