«Vogliamo celebrare insieme a voi le tante avventure, i sacrifici, le gioie, le strade e le storie di tanti bambini, famiglie, politici, religiosi, maestre,forze dell'ordine, appassionati di animali, educatori e volontari che in vent’anni di storia hanno camminato con noi dietro quella “rondine” che porta arcobaleni di speranza». Così Daniele Ciliento, presidente dell'associazione “Xiaoyan rondine che ride”, che oggi, mercoledì 9 agosto, alle 21, festeggerà presso il parco di Santa Geffa i vent'anni di attività con una manifestazione che sarà allietata dal concerto del gruppo musicale Folkabbestia. L’ingresso sarà libero.
Sarà l'occasione per uno scambio reciproco di riconoscimenti fra l'associazione, che gestisce l'area della chiesa rurale di Santa Geffa, in totale stato di abbandono prima del suo avvento e poi progressivamente recuperate e rilanciata, ed una città che da Xiaoyan ha ricevuto anche numerosi servizi, attraverso tante attività realizzate nel corso di questi quattro lustri.
I numero di questi vent’anni, infatti, sono quasi da capogiro: «Abbiamo realizzato 500 appuntamenti di animazione di strada, giocato con 150.000 ragazzi – fa sapere Ciliento - e visto generazioni di bambini diventare adulti e ricordare sempre quelle avventure. Ed ancora, abbiamo realizzato 16 edizioni di presepe vivente nel centro storico ed accolto circa 128.000 visitatori, promosso l’apertura della sinagoga di Scolanova, dal 1997 al 1999, con il presepe dei giocattoli, favorito l’apertura della Chiesa di San Martino, nel 2000».
Quanto al già citato recupero della chiesa di Santa Geffa, è un’operazione partita dall’ormai lontano 1998, inizialmente senza neanche l’allaccio alla rete elettrica. Lì, nell’ampia area di proprietà comunale affidata in gestione, Xiaoyan ha realizzato 18 edizioni del «Progetto avventura Sante Geffa» (l’ultima delle quali è già partita lo scorso 1mo agosto) e fatto giocare circa 6000 ragazzi. La chiesa rurale, a sua volta aperta ininterrottamente dal 2008, ha permesso ad oltre 100mila visitatori di conoscere il prezioso monumento storico.
«Infine – ricorda Ciliento – abbiamo aperto un centro ludico per l’infanzia, approntato un servizio di doposcuola che, in 13 anni, ha aiutato più di 1500 bambini in condizioni socio economiche disagiate, ascoltato mamme e papà coinvolti in tante situazioni di disagio familiare, aiutato centinaia di ragazzi che hanno conosciuto problemi di devianza sociale, promosso percorsi di tutela dei diritti dell’infanzia, inventato la marcia dei diritti dei bambini e le settimane dell’infanzia».
Ed il Comune di Trani, negli stessi vent’anni, ha sostenuto queste iniziative con circa 500mila euro, «che sicuramente rappresentano un vero e proprio investimento sociale per la città – conclude Ciliento - in termini di prevenzione del disagio sociale e contrasto alla devianza minorile, rendendo il bambino protagonista e non spettatore della propria crescita. Numeri che danno pienamente ragione a chi, nel tempo, ha creduto a quest’avventura».


