«È un evento importantissimo perché, se solo pensiamo da quanto tempo stessimo progettando questo dormitorio, finalmente adesso ci siamo arrivati».
Così don Raffaele Sarno, responsabile diocesano della Caritas, che ha ricordato, a margine dell'inaugurazione del "Mons. Pichierri", «quanto se ne parlasse tra il clero di Trani da almeno una ventina d'anni, perché ci rendevamo conto del fatto che ci fosse questo bisogno, questa forte richiesta dal territorio. Ma la difficoltà era trovare dei locali adeguati, che permettessero una permanenza notturna fatta in maniera dignitosa, perché per noi questo era un passaggio imprescindibile. Avremmo potuto trovare già da tempo delle soluzioni di rimedio, emergenziali, ma non avrebbero soddisfatto quei requisiti di dignità cui noi, invece, puntavamo. Finalmente, dopo tante vicende e ripensamenti, abbiamo individuato questi locali ed abbiamo compiuto e portato a termine questo lavoro».
All'origine una richiesta di intervento straordinario rivolta alla Cei, «la quale, riconoscendo la bontà dell'intervento - ha detto don Raffaele - ci è venuta subito incontro. Altri fondi sono stati messi a disposizione della nostra Curia per cui, alla fine, abbiamo organizzato questo dormitorio con ben 16 posti e, guardando al risultato finale, ci possiamo ritenere veramente soddisfatti».
Allo stato, il dormitorio ospiterà uomini che non hanno una dimora fissa: «Se pensiamo all'inverno - ha detto don Raffaele - c'è tanta gente che non ha un tetto sotto cui dormire. Ebbene qui possono trovare, finalmente, un ambiente accogliente ed un posto riscaldato».
In ogni caso, i candidati ad un posto letto dovranno firmare una richiesta, «sottoscrivere un protocollo - spiega don Raffaele -, perché la gente che viene dalla strada è abituata a vivere senza regole, mentre noi partiamo da quelle, altrimenti il dormitorio non avrebbe ragione d'essere».
Quanto all'accoglienza femminile, «stiamo pensando anche a quella - fa sapere don Raffaele - e non ci fermiamo: andremo avanti e speriamo di soddisfare anche quella».




