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Discarica di Trani tre anni dopo, Comitato bene comune: «Ad oggi, cosa davvero è stato fatto?»

Neanche nelle più pessimistiche delle aspettative avremmo potuto immaginare che oggi, a distanza di tre anni dalla sospensione dell’attività e successivo sequestro giudiziario della discarica per motivi di grave inquinamento ambientale, ci saremmo trovati ancora a discutere di piano di caratterizzazione propedeutico alla messa in sicurezza di quel sito così pericoloso per la salute pubblica.

Perché, al di là dei toni trionfalistici con cui abbiamo appreso (dalla stampa, perché nessuna convocazione e condivisione in merito a tali questioni sono indirizzate a quel comitato di controllo sulla discarica voluto dall’amministrazione per dimostrare una trasparenza solo propagandata ma non reale!) che un finanziamento regionale è in arrivo per un nuovo piano di caratterizzazione, è bene chiarire che trattasi ancora e solo di indagini.

Quindi dopo tre anni, dopo un primo piano di caratterizzazione, dopo un piano di messa in sicurezza, ad un anno dalla ordinanza con cui il sindaco disponeva la chiusura urgente della discarica, invece di procedere alla bonifica, si continuano ad affidare (sempre agli stessi tecnici) costosi studi finalizzati alla ricerca delle cause. Ancora? Quando passeremo alla fase successiva? Per quanto tempo la discarica continuerà a mettere a rischio la nostra salute? Quando conosceremo il destino definitivo di quella spada di Damocle che pende sulle teste di tutti noi?

Appare inoltre del tutto paradossale che gli stessi tecnici, da un lato siano ancora impegnati in questa interminabile e costosa fase di esplorazione e screening per comprendere approfonditamente le cause tecniche dell’inquinamento, dall’altro abbiano già da oltre un anno elaborato le tavole del progetto di chiusura definitiva della discarica che implicitamente racchiude gli interventi di messa in sicurezza.

Nel frattempo a circa due anni e mezzo dall’insediamento della nuova amministrazione, e a quasi due anni di distanza dall’ormai ironicamente famosa conferenza stampa con cui il sindaco annunciava l’accordo siglato col Conai per l’avvio imminente della raccolta differenziata porta a porta, la situazione dei rifiuti, lungi dall’essere risollevata da quel servizio domiciliare che invece ancora attendiamo, è persino peggiorata, scendendo da un già vergognoso 19-20%, ad un osceno 17%. Le conseguenze, disastrose, sono sotto gli occhi di tutti: cassonetti maleodoranti traboccanti di rifiuti,  sacchetti di immondizia portati dalle città limitrofe che hanno tutte provveduto ad introdurre il porta a porta, sporcizia in ogni angolo di strada.

Ci sembra legittimo a questo punto chiedere conto al sindaco delle promesse fatte in campagna elettorale; se in questo arco di tempo così lungo al governo della città niente è stato ancora fatto per realizzarle, e la salute della popolazione, l’igiene, il decoro urbano, e la vivibilità generale sono messi tuttora a dura prova, è giusto che rimetta il suo mandato insieme all’altro responsabile di questo dramma, l’amministratore dell’Amiu ing. Guadagnuolo.

Anna Rossi – Vincenzo Ferreri (Comitato bene comune)


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