A me personalmente, a tutt'oggi, non è stato notificato assolutamente nulla. Pertanto, ritengo di non essere iscritto nel registro degli indagati, salvo non dovere apprendere la notizie dai giornali piuttosto che dalla magistratura, cosa che non penso avverrà».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, smentendo ufficialmente il suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta che, nei gironi scorsi, ha visto il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, contestare ad alcune persone l'abuso d'ufficio per le assunzioni di dieci operatori in Amiu Spa.
Bottaro, invece, si chiama fuori e si dice «assolutamente sereno e, se mai un giorno dovesse accadere anche al sottoscritto, la cosa non mi spaventa per nulla. È evidente - aggiunge il sindaco - che è nella natura delle cose, quando si amministra, ricevere esposti perché, purtroppo soprattutto a Trani, la politica si fa in Procura. Pertanto, se ci sono esposti, ci possono essere anche avvisi garanzia. Allo stato, però, gli avvoltoi della politica sappiano che non ne ho ancora ricevuti».
Ciononostante, nel merito dello scenario dipinto dai giornali, Bottaro qualcosa la dice: «Chi sta amministrando oggi Amiu, prima di prendere una decisione importante, come quella di stabilizzare dieci persone, è evidente che l'avrà soppesata ricevendo tutte le garanzie del caso. Peraltro se, come scrivono i giornali, sono indagati ex amministratori dell'azienda, è evidente che quelle assunzioni siano state fatte da chi lo ha preceduto, e già da tempo quei lavoratori erano adibiti a mansioni di tipo ordinario, non straordinario come previsto per quelli a tempo determinato».
Alla luce di tutto questo, Bottaro respinge al mittente anche le richieste di dimissioni di parte del centrodestra: «Me lo ha chiesto anche chi, in consiglio comunale, ha votato favorevolmente alla ricapitalizzazione di Amiu. Purtroppo - conclude Bottaro -, loro hanno ridotto Amiu in quelle condizioni e creato tutti quei problemi che io sto affrontando anche con qualche imbarazzo (fra i dieci stabilizzati c'è pure il cognato del sindaco, ndr), ma è evidente che le responsabilità non sono nostre e, quindi, è a dir poco ridicolo chiedere le mie dimissioni».


