«L'immediata rimozione di una copertura pericolosa per la salute pubblica».
È quanto chiede il comitato spontaneo di cittadini, residenti nella zona dell'ex Supercinema, il cui tetto, secondo una relazione tecnica rilasciata in loro favore, a sostegno della opposizione all'archiviazione del procedimento penale da loro stessi innescato a seguito di esposti, rilascerebbe fibre di amianto dannose per la collettività.
La richiesta, portata avanti per anni con battaglie civiche e legali, si è rafforzata ieri sera, per bocca degli stessi residenti, affiancati dalle associazioni Codacons e Comitato bene comune, in un incontro pubblico nei pressi dell'ex cinematografo.
Durante la manifestazione si è posto in risalto non soltanto lo stato di pericolo in cui versa il tetto della struttura, sempre richiamando la relazione tecnica fornita a supporto dei residenti, ma anche la presunta indisponibilità della proprietà ad intervenire per la messa in sicurezza o la rimozione dello stesso.
L'incapsulamento, che fu realizzato molti anni fa, sembra abbia cessato i suoi effetti, o forse neanche li ha mai determinati. Ed è quanto la perizia del dottor Antonio Russo, presente ieri sera al dibatitto, ha messo in evidenza.
«Oltre tutto - ha spiegato Antonio Carrabba -, portavoce del comitato dei residenti - la proprietà, di fronte alle ordinanze del sindaco di Trani per l'immediata messa in sicurezza del manufatto, ha risposto sollevando cavilli burocratici e poi limitandosi al pagamento di un'oblazione con la quale si è fatta carico di una sanzione amministrativa, senza mai risolvere il problema alla radice».
La relazione del perito di parte che afferma, in primo luogo, che «le coperture in cemento-amianto dell’edificio “Supercinema” sono in cattivo stato di conservazione e rappresentano un concreto pericolo per la salute pubblica. La valutazione del rischio, effettuata relativamente a quanto emerso dal sopralluogo, indica un livello di rischio alto». Ed ancora, sempre secondo Lorusso, «la metodica di bonifica mediante incapsulamento non rappresenta - aggiunge il professionista -, a motivato parere dello scrivente, un presidio idoneo alla salvaguardia della salute pubblica, data la elevata tendenza allo sgretolamento e rottura del materiale ormai deteriorato».
I residenti, anche soprattutto sulla scorta di questa relazione, chiedono a tutte le autorità competenti «di porre in essere i provvedimenti sanzionatori, repressivi ed in autotutela per realizzare le necessarie attività di bonifica della copertura in eternit/amianto dell'immobile, con esecuzione diretta e rivalsa delle spese sulla proprietà».



