«A differenza di tanti altri festival italiani, questo è basato prevalentemente sul volontariato, perché voluto e gestito interamente da un'associazione culturale senza troppe risorse e nato sedici anni fa dalla caparbietà mia e di Angela, dall'incontro con Giuseppe Laterza e poi proseguito con Lucia, Emilia, Fabiola, e poi Milly e Luciana».
Così Rosanna Gaeta, direttore artistico dei Dialoghi di Trani, aprendo l'edizione 2017 della manifestazione ieri sera a Palazzo Beltrani, affiancata dal sindaco facente funzioni per l'occasione, Luca Lignola, e dai primi cittadini di Andria, Nicola Giorgino, e Bisceglie, Vittorio Fata. Ma, soprattutto, dal cavalier Giovanni Pomarico, presidente del gruppo Megamark e dell'omonima fondazione, il cui contributo all'edizione 2017 della rassegna è stato pubblicamente indicato come «assolutamente decisivo per compiere un miracolo che non potrebbe esserci senza il contributo di quanti ci credono. Io ringrazio vivamente, a nome di tutta l'associazione, il cavalier Pomarico per avere assecondato, con la sua passione, il nostro sforzo verso la bellezza, che è il tema della manifestazione di quest'anno».
Il direttore artistico dei Dialoghi ha poi espresso, sempre a nome de La Maria del porto, il rimpianto «per non avere avuto le facoltà economiche per intervenire in maniera concreta e sostanziale per il restauro della porta di San Giacomo», incendiata lo scorso 14 maggio. Dichiarazioni rilasciate proprio mentre il nostro sito diffondeva la notizia dell'identificazione del responsabile del lancio di una bottiglia molotov contro un sottano in via Bebio, ritenuto lo stesso autore di quel gesto contro l'ingresso della storica chiesa romanica.
«Circondati da bellezza non c'è dubbio che si viva meglio - ha poi aggiunto Gaeta -, ed anche la nostra città ne è tutto sommato un esempio: il paesaggio e le architetture aiutano a vivere bene e, per dirla con James Hillman, "se i popoli si accorgessero del loro bisogno di bellezza, scoppierebbe la rivoluzione". E i Dialoghi, la bellezza, la intendono come impegno a migliorare un mondo in cui sovrastano bruttezza ed ingiustizia. Una riflessione etica, più che estetica, attraverserà questi cinque giorni e vedrà protagonisti scienziati, filosofi, giornalisti, economisti, linguisti, teologi, antropologi, geologi, scrittori».
Si spiega anche soprattutto in questo modo la scelta dell'associazione la Maria del porto di abbandonare, dopo quindici anni, la sede del castello svevo e realizzare l'edizione in corso dei Dialoghi attraverso cinque città e quindici diverse sedi: «In linea con il Piano strategico della cultura elaborato dalla Regione Puglia, da sempre nostro partner, puntiamo a valorizzare siti di rilevanza storico-artistica. Ecco perché siamo qui, a Palazzo Beltrani, ed ecco perché saremo anche a San Giovanni, San Luigi, Palazzo Valenzano, biblioteca comunale, Palazzo Lodispoto. L'altro fine è tutelare e rafforzare l'identità dei luoghi, cercando di creare con gli eventi, disseminati sul territorio, fra Andria, Bisceglie, Barletta e Corato, un'unica, vera comunità».
(foto Antonello Pappalettera)




