«Il museo rimane temporaneamente chiuso, a causa di interventi straordinari alla struttura». Lo si legge sul cartello che tuttora è affisso all'esterno di Palazzo Lodispoto, in piazza Duomo, chiuso dallo scorso 7 ottobre dopo avere subito dei danni a causa del maltempo.
La disponibilità parziale della struttura sarà comunque assicurata per una serie di imminenti manifestazioni, a cominciare da un convegno il prossimo 23 ottobre, per realizzare il quale sarà aperta una porta laterale che condurrà il pubblico direttamente alla sala conferenze.
Il Polo museale, peraltro, mantiene regolarmente aperta la sinagoga museo Sant'Anna, dal martedì alla domenica, dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 18:30, osservando il riposo settimanale del lunedì.
Nel frattempo, però, il TG5 ha nuovamente valorizzato il museo e i suoi contenuti e questo fa ben sperare sull'imminenza della riapertura.
Ieri, durante l’edizione delle 8, il Tg5 ha mandato in onda un servizio interamente dedicato al Museo della macchina per scrivere di Trani.
Il servizio, della giornalista Paola Rivetta, sintetizza in pochi, ma emozionanti minuti, la meravigliosa storia sempre viva, affatto impolverata e relegata nel passato, degli strumenti da lavoro che hanno rivoluzionato il mondo della scrittura. Settecento in tutto, cinquecento esposte, quasi tutte attualmente funzionanti e distribuite su due livelli di Palazzo Lodispoto, sede del Polo Museale e della Fondazione S.E.C.A., in Piazza Duomo, una delle piazze più belle d’Italia.
“Un lavoro meticoloso di passione e ricerca di un visionario”. Ecco come la Rivetta definisce l’opera messa in piedi dal Cav. Natale Pagano, fondatore di una storia senza eguali. Dal 1873 fino agli anni ’90 del ‘900 il Museo della Macchina per Scrivere racconta anno dopo anno, l’evoluzione della storia e della quotidianità di ognuno, fino alle macchine per scrivere elettroniche, e al tramonto, con l’avvento dei computer.
Un emozionante risveglio, dunque, grazie a chi, varcando la soglia del palazzo, tra sorrisi e stupore, descrive, attraverso i propri occhi, l’esperienza di un viaggio nel tempo e nella storia, quella storia che conosciamo grazie alla scrittura, a quei tasti saltellanti sotto polpastrelli danzanti al suono di idee da imprimere e tramandare, perché il passato non si perda, ma si possa custodire sulla carta e nel cuore.
Qui il pezzo andato in onda.




