I problemi del quartiere di Pozzo piano, e soprattutto della via che dà il nome dal al quartiere stesso, non sembrerebbero soltanto di carattere idrogeologico. Lo si evince da un ricorso presso il Tribunale di Trani, notificato al Comune di Trani ai sensi dell'articolo 696 bis del Codice di procedura civile, promosso dai proprietari dell'immobile sito al primo livello dell'autorimessa condominiale di via Pozzo piano 25, occupata da una famiglia di imprenditori, comodanti, che riferiscono «di avere subito ingenti danni derivanti da ripetuti e continui fenomeni infiltrativi, culminati negli allagamenti della loro proprietà».
A scriverlo l'avvocato Rosa Ferreri, difensore dei ricorrenti, che ha chiamato in causa il condominio Duca Telesio, l'Amet ed il Comune di Trani. Ma il dirigente dell'Area contenzioso di Palazzo di città, Carlo Casalino, in una determinazione dirigenziale ha disposto non soltanto la resistenza in giudizio dell'ente affidandone gli interessi al responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso, ma anche, e soprattutto, una consulenza tecnica d'ufficio.
Obiettivo della perizia di parte, da prevedersi parallela a quella dei ricorrenti e del Tribunale, con l'obiettivo di chiarire almeno quattro fattispecie: accertamento della causa dei danni subiti dall'immobile; stima dell'entità dei danni subiti dalla stessa proprietà; stima dei danni provocati alla merce stoccata nei locali; quantificazione delle opere e costi necessari per eliminare i danni arrecati.
La questione sembra abbastanza complessa, chiamando in causa anche l'azienda erogatrice della fornitura elettrica. Infatti, si sarebbe in presenza di una cabina, ovvero un «armadio», la cui tenuta non sarebbe garantita e che concorrerebbe alle infiltrazioni nel locale degli imprenditori ricorrenti.
Ma questi potrebbero essere solo alcuni dei motivi alla base del ricorso promosso dai cittadini residenti in un quartiere che infatti, e non da oggi, è soggetto a particolari disagi legati ai flussi delle acque meteoriche. Soprattutto via Pozzo piano è ormai il letto naturale delle acque piovane provenienti da monte, e questo lo testimoniano i frequenti allagamenti del sottovia ferroviario, come pure della stessa strettoia ai margini di Villa Telesio. Una situazione che si trascina ormai da anni, e per la quale le soluzioni strutturali, valide a resistere nel tempo, ancora non s'intravedono.

