«Non ho accettato di tornare a Trani per essere trattato come un burattino, non ho tempo da perdere, né da fare perdere ad alcuno». Così il dirigente dell'Area urbanistica, Michele Stasi, in una nota al sindaco, Amedeo Bottaro, dello scorso 16 novembre, sulla proposta di delibera consiliare in merito alla modifica della perimetrazione del comparto 37, vale a dire un'ampia porzione di territorio urbano compresa fra corso De Gasperi, viale San Pio e via Falcone.
Il provvedimento, ai sensi della legge regionale in materia, è approdato già due volte in consiglio comunale per l'approvazione definitiva, ma in entrambe le occasioni si è assistito ad un nulla di fatto: nell'adunanza dello scorso 28 novembre il provvedimento fu ritirato per necessità di approfondimenti; in quella dell'altra sera, lunedì 11 dicembre, dopo una sospensione si è scelto di fare mancare il numero legale ed aggiornarsi, in seconda convocazione, a oggi, lunedì 18 dicembre. Motivo ufficiale, l'assenza in aula proprio del dirigente dell'Area urbanistica.
L'ingegner Stasi, però, ha già parlato attraverso le carte, con un parere rilasciato due anni fa e confermato per l'occasione. «Se i consiglieri comunali hanno, come l'avevano in passato - scrive nella nota al sindaco -, intenzione di non approvare la proposta come da me approntata, sin da due anni addietro, sono liberi di esprimere voto contrario indicandone le ragioni e, così, il procedimento sarà concluso nei termini temporali concessi dal Tar Puglia nei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica della sentenza in merito. Ognuno, venendo allo scoperto - pone in rilievo Stasi - abbia il coraggio di assumere, nell'ambito del ruolo che riveste, le proprie responsabilità che, a questo punto della procedura, fanno intravedere percorsi che investono appieno la magistratura contabile».
Il dirigente, come dicevamo, fa riferimento ad una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso proposto dai fratelli Nicola, Alessandra e Antonella Nuzzolese, diretti interessati nel piano urbanistico esecutivo in questione (rappresentati e difesi dall'avvocato Sabino Persichella, di Bari) per l'accertamento della illegittimità del silenzio inadempimento serbato dal Comune di Trani relativamente all'approvazione della modifica di perimetrazione di quel comparto.
Il Tar ha concesso al Comune di Trani due mesi di tempo per approvare il provvedimento in consiglio comunale, pena l'insediamento di un commissario ad acta con i poteri sostitutivi del consiglio comunale stesso. La sentenza è stata notificata al Comune di Trani lo scorso 11 ottobre e, pertanto, s'è arrivati in consiglio comunale all'ultimo giorno utile per l'approvazione del provvedimento, anche se l'avere aperto la discussione consentirà di trattarlo in seconda convocazione senza conseguenze sui tempi.
Il vero problema, però, è chiudere davvero la questione: i consiglieri comunali della maggioranza hanno tuttora molte perplessità, alla luce di quello che nel frattempo è successo dalla prima redazione del provvedimento ad oggi. Lo stesso ingegner Stasi, nella nota al sindaco fa riferimento ad una «altalena fra le posizioni dirigenziali che, però, hanno avuto uno stop». Peraltro, «a supporto della mia istruttoria di due anni addietro - scrive ancora Stasi - nel 2016 il consiglio regionale ha approvato una legge che in aggiunta e alternativa alle modifiche delle perimetrazioni, ha introdotto anche la possibilità delle suddivisioni dei comparti di intervento».
Così l'ingegner Stasi ha rimesso al sindaco una richiesta di integrazione della proposta di delibera, affermando che «nulla aggiunge e/o modifica rispetto all'impostazione del provvedimento da sottoporre al consiglio comunale ed al parere tecnico espresso, ritenendo peraltro esigua la tempistica per ottemperare a quanto disposto dal Tar Puglia».


