Sono ben 75.000 in un solo mese le domande giunte da tutta Italia all’Inps per il Rei, Reddito di inclusione.
Le regioni italiane dalle quali è stato trasmesso il maggior numero di domande sono tutte ubicate al Sud: Campania (16.686), Sicilia (16.366), Calabria (10.606 richieste). A sorpresa, dalla Puglia sono arrivate zero richieste.
Proprio dalla Puglia, in particolare dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, era arrivato un appello al governo: «Per rendere ancora più efficace il Rei, chiediamo al governo di portare al 100 per cento il turn over del personale nei piccoli Comuni e di poter utilizzare parte dei fondi messi a disposizione dei municipi per promuovere tirocini formativi e politiche attive del lavoro».
Anche il Comune di Trani aveva indicato ai cittadini come procedere per fare richiesta della misura.
Le domande devono essere fatte attraverso i Caf e patronati convenzionati e non presso gli uffici comunali di Trani e Bisceglie (dell’Ambito di zona Trani-Bisceglie, appunto) che sono solo a disposizione dei cittadini per dare informazioni.
Il Rei è partito dal primo gennaio 2018 e prevede un assegno mensile, dall’importo variabile, ed un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.
Possono accedere al Rei le famiglie con valore Isee non superiore ai 6mila euro, indicatore Isrenon superiore ai 3mila euro, patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro. E un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.
Nella erogazione del reddito di inclusione sociale è data precedenza alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in gravidanza e disoccupati con età superiore ai 55 anni.
Federica G. Porcelli

