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Agguato in via Superga a Trani, convalidato il fermo per tentato omicidio

È stato convalidato il fermo di Stefano Zaccaro, 39enne, indiziato per tentato omicidio. L'uomo, casualmente nato a Milano, ma tranese a tutti gli effetti, è ritenuto responsabile del grave fatto di sangue verificatosi sabato scorso a Trani. Così ha disposto l’ufficio del gip del Tribunale di Trani.

Chiariti i contorni generali della vicenda, maturata in apparenza nell’ambito lavorativo: le indagini hanno difatti individuato in una disputa tra la vittima e l’uomo fermato la causa scatenante del folle gesto. Difatti, dopo un incontro casuale avvenuto in un bar in via Superga, il 39enne sarebbe stato aggredito e malmenato con spiccata violenza da Antonio Rizzi, 41enne, sorvegliato speciale di polizia ed operaio in una vicina pescheria. La soccombenza alle percosse e l’affronto in un luogo pubblico avrebbe fatto scattare il raptus in Zaccaro, che prima si è recato presso la propria abitazione per armarsi e poi, giunto nella pescheria nella quale lavora l’uomo, ha sfondato a calci la vetrata di un ingresso secondario, facendo esplodere tre colpi di pistola all’indirizzo del malcapitato con il chiaro intento di ucciderlo.

Uno dei tre proiettili ha attinto la vittima ad un braccio, mentre i restanti proiettili si sono conficcati tra i mitili stoccati per la vendita e sono andati a finire sulle pareti del locale. Inquietante, come accertato dagli uomini dei Carabinieri della compagnia di Trani, la fredda determinazione dell’aspirante killer: in pugno un’arma già carica e pronta a sparare, incurante della presenza di numerosi lavoratori e clienti che in quel momento hanno cercato ripari di fortuna dietro le casse di pesce pronto per la vendita, non è riuscito nell’evidente intento di commettere un omicidio soltanto per l’intervento di uno dei presenti che, sprezzante del pericolo, ha impedito che i restanti colpi andassero a segno.

È stata inoltre integrata in un contesto criminale di dubbia comprensibilità la reazione della vittima: sorda al rischio appena scampato, non ha inteso collaborare con gli inquirenti, fornendo, unitamente ad altri testimoni, una versione dei fatti volutamente lacunosa ed al vaglio dell’autorità giudiziaria per quanto attiene ad eventuali profili di favoreggiamento personale.

Datosi alla fuga, il malfattore ha infine fatto perdere le proprie tracce per gran parte della giornata, presentandosi con il dichiarato intento di collaborare con gli inquirenti solo in tarda serata.

Le indagini della Compagnia dei carabinieri di Trani non sono tuttavia cessate: se da un lato è ancora attiva la ricerca dell’arma del delitto, in apparenza gettata in un cassonetto del centro storico ma non ancora ritrovata, non appare del tutto convincente la matrice del grave fatto di sangue. È difatti pressoché certa la scansione dei fatti così come avvenuti, ma restano per ora molti interrogativi sulla certezza del movente, dichiaratamente ascritto ad una disputa sul prezzo di acquisto nell’intermediazione nella vendita del pescato e dei mitili.

A tale quesito ed a molti altri interrogativi – come ad esempio alla possibile responsabilità di terzi per reticenze e depistaggi in corso d’accertamento – dovranno cercare di dare risposta le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani.

Il fermato, nei confronti del quale è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere, resterà recluso in attesa di giudizio per tentato omicidio, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo.


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