Sono iniziati stamani, intorno alle 7, i lavori di smontaggio dell'impalcatura che, negli ultimi tre anni, ha cinto il prospetto della chiesa di San Domenico.
La stessa impresa, che si era occupata della realizzazione della struttura di tutela della facciata del settecentesco edificio di culto di piazza Plebiscito, sta oggi badando alla sua rimozione, che sarà pagata dal Comune di Trani quale atto di chiusura delle sue competenze relative alla tutela dell'immobile.
Infatti come hanno recentemente chiarito prima il dirigente del Settore patrimonio, Giovani Didonna, poi l'assessore al ramo, Tommaso Laurora, ogni ulteriore onere relativo alla tutela e messa in sicurezza della chiesa di San Domenico passa, da oggi, in capo al Fondo edifici di culto dello Stato, cosicché l'impalcatura comunale non ha più ragione d'essere.
A suo posto, un'interminabile arco di ben 25 transenne a cingere un'ampia porzione di piazza, comprendente marciapiede e pavimentazione, con diffusi segnali di pericolo per ammonire la popolazione affinché giri alla larga per i generici rischi di distacchi di materiale lapideo dalla facciata.
A breve, dunque, il prospetto di San Domenico tornerà libero da impedimenti e disponibile per le fotografie, di classe e non, ma la chiesa resterà chiusa a tempo indeterminato fino a quando non vi si realizzeranno i previsti lavori di messa in sicurezza, per un costo di ben 350.000 euro, ovviamente a carico del Fondo edifici di culto.
Domenica scorsa, grazie all'opera dell'ammirevole gruppo di volontari guidati da Andrea Moselli, Rita Reggio, Luca Carrabba e Giuseppe Di Monaco, si sono effettuate le ultime visite guidate e sono entrati nella chiesa quelli che possono definirsi gli ultimi duecento, fortunati fruitori del bene.
Nonostante l'ottimismo manifestato nel suo intervento dall'assessore Laurora, resta tutt'altro che chiara, però, la tempistica della riapertura di San Domenico. Ci piacerebbe avere quanto prima, e sarà nostra cura esercitare l'opportuno pressing sulla questione, elementi più chiari in merito.
Nel frattempo, fra la recinzione di tutela della chiesa e quella dell'annesso ex convento domenicano, oggi sede del carcere femminile, in piazza Plebiscito sono presenti ben 42 transenne in un autentico fazzoletto.
A maggior ragione si comprende bene il motivo per cui, in vista dell'ingresso del vescovo in città, il prossimo 27 gennaio, se ne sia reso necessario l'acquisto di altre 150.










