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L'arcivescovo di Trani nel solco di don Tonino Bello: «Per me è un modello. Accoglieremo tutti, a braccia aperte»

Un vescovo che arriva nella città di cui sarà capo della diocesi e che, per prima cosa, va ad incontrare un gruppo di immigrati, cerca subito di lasciare un segno, un'impronta su quella che sarà la sua missione, su come intenderà svolgere il suo ministero sacerdotale nella nostra comunità diocesana .

La visita agli ospiti del dormitorio Caritas di via Dalmazia, intitolato a Monsignor Giovan Battista Pichierri, suo compianto predecessore, sembra pienamente in linea con le dichiarazioni rese da don Leonardo nel corso della video intervista rilasciata a Costantino Coros, capo ufficio stampa della diocesi di Velletri, nella quale invia un messaggio di pace nel segno dell' accoglienza e solidarietà e, soprattutto, nel solco della testimonianza di don Tonino Bello, l'indimenticato vescovo di Molfetta cui, da oggi, don Leonardo si sente ancora più legato per la circostanza che l'ha voluto a capo di una diocesi confinante con quella molfettese.

La Puglia è già stata terra di forte ispirazione cristiana e don Tonino Bello è stato una guida per molti. Fra questi, don Leonardo se ne sente pienamente coinvolto: «Il messaggio della pace di capodanno, di Papa Francesco, quest'anno è stato centrato proprio sul tema degli immigrati e sugli atteggiamenti che dovremmo avere nei loro riguardi. Le sue parole fanno molto pensare a don Tonino Bello che, come oggi il Papa, ci ha mostrato come accogliere queste persone, proteggerle, promuoverle, integrarle nei nostri ambiti di vita. Don Tonino Bello, aprì loro le porte di casa sua, le fece abitare con lui, diede loro un'accoglienza che diventò protezione, promozione e integrazione. È molto bello quello che lui ha realizzato a Molfetta, nella normalità della sua vita, nella semplicità ed immediatezza di rispondere all'appello di queste persone. Un messaggio per la pace da lui scritto un po' di tempo fa, ma rimasto indelebile e cui tutti, oggi, tendiamo ad ispirarci».

Ma quale rapporto, più specificatamente, lega don Leonardo a don Tonino? «Da sacerdote - risponde il neo arcivescovo di Trani - ho potuto conoscere di lui, quando era in vita, le tante testimonianze e gli scritti. Per un cristiano, per un sacerdote, non può non essere un punto di riferimento e, visto che è stato vescovo di una diocesi confinante con la mia, io mi sento già in qualche modo appartenente a quella terra ed a quella diocesi. A maggior ragione - fa sapere don Leonardo - don Tonino sarà per me un modello di riferimento, come vescovo, nella sua vicinanza ai giovani, nella sua apertura verso i più poveri, nella sua accoglienza nei confronti degli stranieri e degli immigrati. Nessuno può dimenticare quello che lui ha fatto quando ha accolto queste persone addirittura in casa sua, in episcopio».


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