“La messe è molta” è la frase “che più di ogni altra ricorre nell'ambito delle vocazioni e ha segnato tutta la mia storia – ha detto mons. D’Ascenzo al termine della celebrazione - Il Vangelo di oggi è un altro testo di chiaro contenuto vocazionale, tanto da avere colto somiglianze tra me il personaggio biblico di Samuele. Spero di essere come lui nella disponibilità alla chiamata e nella voglia di crescere”.
Il nostro nuovo vescovo, che poco prima aveva fatto un commovente giro di tutto il palazzetto, in una festoso bagno di folla, ha, poi, salutato “tutti coloro che mi hanno seguito in questa celebrazione, soprattutto gli anziani e i malati”.
Poi, parlando si sé: “Il mio è stato un cammino molto lineare, senza eventi straordinari o traumatici che mi abbiano orientato verso la vocazione. Sono diventato sacerdote attraverso l'ordinario e, dunque, il mio primo grazie è a Dio e, poi, a Papa Francesco, per avere colto l'ordinarietà del mio vissuto. Lui, da buon gesuita, in fatto di discernimento se ne intende e a lui, che ha avuto in me fiducia, mi affido con riconoscenza”.
E poi, a seguire, tanti altri ringraziamenti alla sua famiglia ed a tutti coloro che hanno formato don Leonardo e condiviso il suo percorso.
Infine, don Leonardo fa fraternamente salutato i tanti convenuti da Trani chiedendo loro: “Ma quanti siete?”.
Don Leonardo non ha mancato di accostare quell'orario, le 4 del pomeriggio, riportato nel Vangelo di Giovanni letto per la sua ordinazione, con l'orario quasi casualmente scelto per la stessa celebrazione, un possibile segno premonitore di un ministero che continua e si rafforza.
Poi ha concluso così: “Nel nome di Maria, Madre di tutte le grazie, possa essere questo il momento dell'inizio di una rinnovata e straordinaria esperienza con Gesù, da condividere con tutti voi”.





