I Carabinieri del comando provinciale di Bari hanno disarticolato un gruppo che gestiva lo spaccio e la detenzione di sostanze stupefacenti nella vasta area territoriale del Nord e della periferia nord-barese, principalmente operante a Trani e Paolo del Colle, ma con ramificazioni anche interprovinciali. Nelle operazioni di questa mattina, avviate da oltre 100 militari, supportati dal VI Elinucleo di Bari Palese e da unità del Nucleo cinofili di Modugno, i Carabinieri hanno notificato un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 20 persone ritenute responsabili, in concorso ed in via continuata, di spaccio e detenzione ai fini dello spaccio, di sostanze stupefacenti.
Quattro persone sono state sottoposte alla custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 10 all’obbligo di dimora.
Misura cautelare in carcere: Francesco Pace (Grumo Appula, 32 anni), Giacomo Geronimo (Grumo Appula, 40 anni), Claudio Bufano (Bitonto, 38 anni), Roberto Bufano (Bitonto, 33 anni).
Arresti domiciliari: Maria Benso (Bisceglie, 47 anni), Katin Rosa Dandriccio (Barletta, 32 anni), Filomena Zaccaro (Barletta, 45 anni), Maria Luigia Cappelluti (Milano, 48 anni), Giuseppe Coletti (Milano, 45 anni), Francesca Lozito (Bari, 22 anni).
Obbligo di dimora: Sabino Savino (Bari, 48 anni), Nicola Ladisa (Bari, 24 anni), Carlo Antonelli (Terlizzi, 29 anni), Nicola Serafino (Ruvo di Puglia, 28 anni), Domenico Vulpis (Bari, 26 anni), Luigi Di Chiano (Bisceglie, 39 anni), Simone Moscarella (Barletta, 21 anni), Domenica Somma (Trani, 33 anni), Marika Maino (Corato, 22 anni), Gaetano Saponaro (Bari, 43 anni).
I fatti oggetto di contestazione scaturiscono da un’indagine denominata “Angel”, avviata a febbraio e conclusa a maggio 2016 dal Nucleo operativo della Compagnia di Trani, i cui segnali sono individuabili in un’altra complessa vicenda giudiziaria tuttora in corso, nell’ambito della quale sono emersi elementi indiziari dell’esistenza di un fervente mercato della droga.
Nel corso delle indagini, condotte con attività tecniche e di osservazione, controllo e pedinamento, è stata comprovata la materiale disponibilità in capo ai malfattori di droghe leggere e pesanti, facendo registrare nuovamente una significativa diffusione dell’eroina, convenzionalmente denominata “Angela” nelle conversazioni. L’inchiesta ha documentato come gli indagati dimostrassero spiccata propensione a delinquere con il continuo utilizzo di utenze fittiziamente intestate a terzi, oltre che di un linguaggio volutamente criptico, per evitare le “attenzioni” dell’Arma.
L’inchiesta, nel corso della quale è stato ipotizzato che il gruppo riuscisse a capitalizzare circa 2.000 euro al giorno dalle vendite illecite, ha consentito di individuare le figure di primo piano della banda in Francesco Pace e Giacomo Geronimo e nei fratelli Claudio e Roberto Bufano, già ristretti per cause affini a quelle oggetto di attuale contestazione, elementi emergenti nel panorama malavitoso della zona, capaci di approvvigionare stupefacenti e gestire una rete di decine di spacciatori.
L’attività investigativa ha permesso di arrestare in flagranza di reato dieci persone, denunciare in stato di libertà altre 10, segnalare al prefetto 8 persone e sequestrare 200 grammi di eroina, cocaina, hashish e marijuana già nella fase delle indagini.
Queste le parole del Procuratore Antonino Di Maio: «Siamo molto soddisfatti per questa operazione, che conferma quanto Trani, territorio sempre più compresso fra Bari e Foggia, sia un territorio non solo di transito, ma anche di crescente radicalizzazione della malavita». Le indagini sono nate a margine dell'omicidio di Aldomiro Gomez, ucciso per cicorstanze evidentemente legate al mondo della droga. Da lì è nato un complesso quadro istruttorio che aveva visto da tempo la Procura chiedere al Gip le misure che, oggi, ha accolto».











