«La Questura di Andria dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2018».
È quanto ha fatto sapere il procuratore Antonino Di Maio, riferendo di riscontri alle sue sollecitazioni scritte, a margine della conferenza stampa in cui l'ufficio da lui diretto ed i carabinieri hanno divulgato i particolari dell'operazione Angel, che ha smantellato un'organizzazione dedita allo spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti tra Palo del Colle, Trani ed il nord barese.
Di Maio, che già recentemente aveva rappresentato l'esigenza che la Provincia di Barletta-Andria-Trani e la circoscrizione del Tribunale di Trani si dotassero almeno di Questura e Comando provinciale dei carabinieri, per rafforzare la tutela del territorio, è tornato sull'argomento soprattutto in relazione al fatto che la nuova operazione messa a segno da Procura ed Arma ha ulteriormente posto in risalto il ruolo di zona cuscinetto che, allo stato, il nord barese riveste fra le due bocche di fuoco della criminalità organizzata, che sono il foggiano e la terra di Bari.
In ogni caso, il procuratore si è detto «molto soddisfatto di questa operazione, perché in primo luogo conferma le nostre impostazioni investigative, che tendono a considerare sempre più la Bat, e la giurisdizione di Trani, compresse tra due realtà criminali quali quella garganica e quella barese. Siamo in un territorio dall'equilibrio precario, che serve sicuramente alle associazioni criminali come luogo di transito sia di quantitativi importanti e significativi di sostanza stupefacente, sia di armi. Di questo traffico, una parte resta in zona per essere commercializzata e smerciata nei comuni di riferimento della Bat, il resto viene trasferito altrove e commercializzato attraverso altri sodalizi criminali in territori limitrofi e non».
Il procuratore confida, dunque, sul rafforzamento dei presidi apicali nel territorio di riferimento, ma, nel frattempo, elogia il Comando provinciale dei carabinieri e la Compagnia di Trani «per l'alta professionalità dimostrata in queste indagini, supportate da componenti tecniche di altissimo livello fra intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, osservazioni e perquisizioni che hanno tutte, nel loro insieme, composto un quadro istruttorio assolutamente sufficiente e convincente in ordine sia alla richiesta delle misure cautelari, sia all'ordinanza in accoglimento delle stesse».
