«Per la discarica di contrada Monachelle ci sono due indagati, ma non sono le signore Dora e Maria Giovanna Cortellino». Lo precisa il legale di Maria Giovanna Cortellino, Alessia Agrimi, puntualizzando in merito non soltanto alla vicenda giudiziaria sulla cava dismessa, che da oltre quattro mesi rilascia fumi in atmosfera per la combustione di oli minerali ivi stoccati, ma anche con riferimento alle proprietà di quell'area, soltanto una parte delle quali è ascrivibile alle eredi di Andrea Cortellino la cui attività è da tempo cessata.
«Le signore Maria Giovanna Cortellino e Dora Cortellino - rispettivamente nipote e figlia di Andrea Cortellino - precisa l'avvocato Agrimi -, non sono indagate per i fatti relativi all'area interessata dalla fuoriuscita di fumi maleodoranti dal sottosuolo. L'attività estrattiva in quel sito è cessata nel lontano 1971 ed il suolo oggetto di sequestro, individuato al foglio di catasto 31, particelle 148, 298, 112, 296, 297, 279, 280 e 150, è di proprietà delle eredi Cortellino con riferimento alle sole particelle 112,279, 280, e della signora Rosa Bevacqua, con riferimento alle particelle 148, 296, 297, 298».
Chiariti i rispettivi limiti territoriali, l'avvocato Agrimi aggiunge che «le particelle di proprietà delle eredi Cortellino sono sottoposte a sequestro giudiziario dal 1999, ed affidate in custodia al dottor Andrea Daconto. Il suolo, dunque, non è mai stato nella disponibilità delle eredi Cortellino, almeno dal 1999 ad oggi».
In altre parole, benché entrambe menzionate nell'ordinanza firmata dal sindaco, Amedeo Bottaro, atto pubblico di cui quest'organo d'informazione ha puntualmente riferito i contenuti, «nessun coinvolgimento delle eredi Cortellino nell'inchiesta giudiziaria», riafferma l'avvocato Agrimi, «mentre l'attività estrattiva da parte di Andrea Cortellino è cessata nel lontano 1971».
Va precisato, altresì, che il legale di Dora Cortellino è l'avvocato Maurizio Musci che, peraltro, condivide il contenuto della nota inviata alla Gazzetta dalla collega.


