Non soltanto la cava fumante di contrada Monachelle, ribattezzata «dei veleni bis», ma anche una discarica che, per quanto mostrata sempre più sigillata e sicura, ancora non convince. E, così, il comitato Chiudiamo la discarica, ieri mattina, ha tenuto un nuovo sit-in di mobilitazione in piazza della Repubblica, fissando i nuovi paletti di una guardia che rimarrà sempre alta.
«La cava fumante è anche a rischio esplosione - riferisce il portavoce del comitato, Enzo Scaringi, richiamando le recenti dichiarazioni dell'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio -, ma poi c'è la teoria dei dieci metri: infatti il sindaco, in consiglio comunale, ha dichiarato che l’aria è nociva ma solo nel raggio di dieci metri. Quindi, non sappiamo ancora cosa ci sia lì sotto, ma sappiamo che non è nociva oltre i dieci metri. Pertanto, chiediamo la bonifica urgente della cava dei veleni bis, il censimento e controllo delle cave, il monitoraggio dell’aria e della falda sotto la cava fumante».
Ecco, invece, le reiterate richieste sulla discarica comunale: «La si chiuda definitivamente - riprende Scaringi -. È chiusa da tempo, e lì non può entrare neanche un sacchetto vuoto. Adesso, dopo tre anni, iniziano i lavori del piano di caratterizzazione che altro non è la verifica del danno, ma assistiamo ai soliti toni trionfalistici ed alla velate dichiarazioni che lasciano intendere la possibilità della riapertura della discarica stessa, sia nelle parole del sindaco, sia dell’amministratore unico di Amiu. Invece, è bene ricordare che l’ordinanza del sindaco parla di chiusura definitiva, che è quella che noi richiediamo».
Intanto oggi, lunedì 22 gennaio, come già anticipato, ci saranno anche i Vigili del fuoco, sotto la stretta sorveglianza dei carabinieri, a realizzare un accurato sopralluogo alla cava di contrada Monachelle, autorizzato dalla Procura della Repubblica di Trani all'esito di un incontro tenutosi mercoledì scorso fra tutte le parti in causa: dalla proprietà al Comune; dalla Asl allo Spesal; dalla Provincia all'Arpa.
L'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio conferma «la massima attenzione di tutti gli organi preposti su quel sito», ma aggiunge anche che «adesso dobbiamo porre rimedio a questa grave emergenza causata da dei delinquenti e lestofanti, che hanno procurato questo grande problema alla nostra città in un sito di proprietà privata. Il sopralluogo ci farà capire come intervenire con efficacia, e senza arrecare rischi all'incolumità di alcuno».

