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Comune di Trani fuori dal San Paolo, il dirigente del De Amicis: «Adesso diteci dove portare 234 bambini, perché non lo avete scritto da alcuna parte»

Gentile sindaco, sono tre annualità che puntualmente, nel periodo delle iscrizioni, viene pubblicato un comunicato stampa con il quale il Comune assicura di aver deliberato la chiusura più o meno immediata del plesso San Paolo.

Ma noi del primo circolo didattico “De Amicis” siamo ancora qui, nel San Paolo, con le undici classi e sezioni che hanno visto scadere tutte le scadenze senza essere sgomberate! Poi, puntualmente, al termine delle iscrizioni, scende il silenzio sulla questione affitto San Paolo fino al gennaio dell’anno successivo.

Per questo motivo, il dubbio che fra altri tre anni saremo ancora qui, a leggere altri comunicati stampa sulla chiusura prossima futura del San Paolo ce lo deve concedere. Il dubbio appare legittimato anche dal fatto che queste delibere (comunicate alla stampa ma non notificate alle scuole interessate) fissano il traguardo ma non indicano come quel traguardo sarà raggiunto, cioè dove dovrebbero essere spostate undici classi di alunni per poter così dismettere l’edificio San Paolo.

Tre anni sono un tempo lunghissimo per pensare se esiste oppure non esiste un altro edificio scolastico comunale in grado di ospitare in modo sicuro, congruo e garbato 200 e più alunni. Invece continuiamo a leggere sulla stampa: si chiude! si chiude! Ma sull’edificio alternativo ci sono soltanto: vedremo, penseremo, ci stiamo organizzando, troveremo…!

Io non ci credo, ma si dice in giro che ogni anno lo scopo principale del comunicato stampa sulla chiusura del San Paolo sia quello di turbare le famiglie, di scoraggiarle dall’iscrivere i bimbi in questa scuola e magari anche di convincere i frequentanti a trasferirsi altrove. Perché se le sezioni esistenti si svuotassero e le classi prime non si formassero sarebbe più semplice per il Comune chiudere un edificio ormai già semivuoto.

Il punto è che la comunità scolastica del “De Amicis” è una comunità colta, riflessiva, abituata a non credere ciecamente ai comunicati stampa ma a leggere le carte, ad essere realista: il luogo in cui spostare 234 alunni non c’è; se non è indicato nelle delibere vuol dire che non esiste.

Così, chi ogni anno spera in un sottodimensionamento “indotto” del primo circolo è destinato a rimaner deluso. Sindaco, che ne dice di darci una mano nel futuro a mettere da parte i comunicati stampa che creano allarme nei genitori ma che si riferiscono a delibere prive di dati certi sul come raggiungere gli obiettivi desiderati?

Non sarebbe bello lasciare che i genitori compiano le scelte per il futuro culturale dei propri figli in un clima sereno, senza timori di chiusure imminenti (e poi non realizzate) sbandierate dai media con il tempismo di un orologio svizzero?

Infine, per quanto riguarda il De Amicis, torno a segnalare che qui aule vuote proprio non ce ne sono. Neanche una! Perciò ipotizzare “rientri” di classi dal San Paolo in questo edificio è una utopia.

La invito, se un giorno riuscirà a prendersi un’ora libera dal suo lavoro, a venire a trovarmi al De Amicis: faremo insieme l’ennesimo controllo. Nella speranza che queste mie richieste possano trovare benevola accoglienza presso di lei, le porgo i più cordiali saluti insieme all’augurio di buon lavoro da parte mia e della comunità scolastica che rappresento.

Il dirigente scolastico - Paola Valeria Gasbarro


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