Il Comitato che si sta occupando, con caparbietà e determinazione, della vicenda del tetto in amianto sull’ex Supercinema di Trani, presieduto da Antonio Carrabba, insieme con il Comitato bene comune (presidente Teresa De Vito) e la sezione tranese del Codacons (rappresentata dall’avvocato Nicola Ulisse), ha ribadito che l’unica bonifica possibile è la rimozione della copertura in amianto, posta lì, su quel tetto di ben 678 metri quadrati, già dal lontano 1936.
La comunità scientifica ha accertato e dichiarato che i pannelli in amianto cominciano a rilasciare fibre già dopo 18 mesi dall’installazione. Quella copertura non ha mai subito interventi di manutenzione secondo le prescrizioni della legge 257/92 e del Piano regionale amianto.
I diversi soggetti coinvolti chiedono la bonifica definitiva e non l’incapsulamento. Infatti, come si legge sempre nel Piano regionale amianto, «l’obbligo subentra nei casi in cui si manifestino condizioni di pericolo di dispersione delle relative fibre causate da una cattiva manutenzione o da un cattivo stato di conservazione. Tale condizione di diffuso deterioramento che nel 1992, anno di adozione della L.257/92 era meno frequente, oggi si rinviene nella quasi totalità dei casi, rendendo necessario interventi di rimozione o di trattamento». In caso di mancato intervento, poiché c’è un possibile pericolo per la salute dei cittadini, sono previste delle sanzioni.
Sulle condizioni di estremo degrado del materiale e sul livello di rischio per i cittadini si è già pronunciato in una specifica relazione il dottor Antonio Lorusso.
Non solo: il professor Vito Totire, presidente nazionale Aea, Associazione esposti amianto e rischi per la salute e Maurizio Portaluri, medico, esponente associazione Salute pubblica, in una lunga lettera indirizzata al sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ed al presidente della Regione, Michele Emiliano, hanno ribadito la necessità di una azione celere, forte ed efficace.
Tantissime le relazioni pervenute nel corso degli anni. Un sopralluogo è stato fatto l’11 ottobre del 2017 e nel verbale di constatazione dello stato dei luoghi si legge che «alcune delle lastre disposte perifericamente al tetto a falda presentavano in più punti rotture e frammentazioni oltre a diffuse fluorescenze, tali da far valutare il cattivo stato di conservazione e manutenzione di detta copertura». Al sopralluogo erano presenti i vigili urbani, alcuni rappresentanti dell’Arpa, della Sisp e della Asl, il sindaco, l’assessore all’ambiente Di Gregorio, alcuni dei proprietari dell’immobile e i rappresentanti dei comitati anche se Carrabba e Ulisse non compaiono tra i verbalizzanti.
Federica G. Porcelli


