Terminato il conto alla rovescia per l’ingresso del nuovo arcivescovo in diocesi. La celebrazione avverrà domani. Stamattina, in cattedrale, è stato presentato il programma ufficiale, come anticipato.
«C’è molta attesa – ha detto Mons. Pavone, amministratore diocesano -. Attendiamo che l’arrivo di Mons. D’Ascenzo porti una nuova primavera, dopo un periodo di silenzio vissuto senza una guida autorevole. Già da lunedì, finita la festa, Mons. D’Ascenzo dovrà immergersi in questa splendida realtà».
Pavone però non nega che questi mesi siano stati vissuti con mestizia, a causa della improvvisa dipartita di Mons. Pichierri. Gli ha fatto eco don Mimmo Gramegna, parroco dello Spirito Santo: «Abbiamo perso il riferimento dal personale e la guida spirituale, ma siamo pronti ad accogliere con gioia il nuovo arcivescovo».
Non ci sono state, a detta di don Mimmo Gramegna, difficoltà con le forze dell’ordine e l’amministrazione, che si sono messe subito a disposizione, e «alcune misure di sicurezza che potrebbero sembrare eccessive non lo sono affatto perché c’è un protocollo da seguire dopo gli attentati terroristici».
Don Nicola Maria Napolitano, rettore della cattedrale, ha detto: «La chiesa principale, madre della diocesi, più volte in varie occasioni dell’anno conosce eventi con grandi afflussi di fedeli. Domani conosceremo ufficialmente il nostro nuovo vescovo, siamo pronti ormai ad accoglierlo. A Velletri c’è stato un clima di serenità. Sono state poche le occasioni per incontrare Mons. D’Ascenzo ma di primo acchito, da come si è posto nei confronti della gente, egli ha subito mostrato un tratto molto mite, una grande capacità di ascolto che fa ben sperare. Il nostro impegno sarà quello di non angustiarlo con le nostre piccolezze: deve essere sostenuto dal popolo di Dio».
Durante la celebrazione sarà distribuito a tutti i partecipanti un libretto curato dall’Ufficio liturgico. Il crocifisso che il vescovo bacerà è un’immagine cara perché l’hanno baciata altri arcivescovi che hanno iniziato il loro ministero in questa diocesi, è del 1625 ed è un olio su tavola. Ci sarà anche l’arcivescovo Cacucci, metropolita della diocesi: sarà lui a introdurre D’Ascenzo, con la lettura poi della lettera apostolica e l’insediamento alla cattedra.
L’arcivescovo sarà accompagnato a prendere posto alla cattedra che simboleggia il vescovo come guida. Altro elemento, il saluto e l’omaggio di alcuni rappresentati della chiesa diocesana: un rappresentante del clero, della vita consacrata, di una famiglia, di un giovane della pastorale giovanile, di un operatore della Caritas (a testimoniare l’impegno per gli ultimi). Poi la celebrazione continuerà in modo solito, celebrata dall’arcivescovo.




