Prima della messa in cattedrale, Mons. D'Ascenzo si è recato presso la chiesa di san Giovanni per il saluto al clero diocesano e religioso, diaconi, seminaristi e rappresentanti della vita consacrata.
Carissimi presbiteri, diaconi, rappresentanti della vita consacrata e seminaristi, mi sembra molto significativo questo incontro con voi prima di recarci in Cattedrale per la celebrazione della Messa…
Il Signore ci ha chiamati - io sono l’ultimo arrivato - affidandoci il compito di metterci a servizio della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Servire questa Chiesa, sull’esempio di Gesù che è venuto non per essere servito ma per servire e dare la sua vita, è il principale motivo che ci vedrà, a partire da questa sera, impegnati nello spendere insieme la nostra vita.
Sento molto vicine le parole di un testo a me molto caro e familiare, tratto da Nuove vocazioni per una nuova Europa, documento finale del Congresso sulle Vocazioni al Sacerdozio e alla Vita Consacrata in Europa del 1997. Le parole sono queste: la vita è un dono ricevuto che tende per natura sua a divenire bene donato. È la verità della vita, la sua logica: dono ricevuto, bene donato! La prima testimonianza che siamo chiamati a dare è quella del dono della nostra vita.
Papa Francesco in Evangelii Gaudium riprende questo stesso concetto quando dice che “…la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fine, è questo” (EG 9).
Ed è molto importante per noi il concetto che esprime qualche paragrafo dopo:
“Sebbene questa missione ci richieda un impegno generoso, sarebbe un errore intenderla come un eroico compito personale, giacché l’opera è prima di tutto sua, al di là di quanto possiamo scoprire e intendere. Gesù è il primo e il più grande evangelizzatore. In qualunque forma di evangelizzazione il primato è sempre di Dio, che ha voluto chiamarci a collaborare con Lui e stimolarci con la forza del suo Spirito” (EG12).
Completando quanto dicevo poc’anzi, la prima testimonianza che siamo chiamati a dare è il dono della nostra vita a partire dalla comunione tra di noi, a partire da una vera e profonda amicizia.
A voi seminaristi: vi trovate in un tempo straordinario della vostra vita, un tempo di educazione, di formazione e di discernimento vocazionale alla vita sacerdotale. La Chiesa vi accompagna con una modalità che non ha eguali e che si chiama seminario. Non esiste proposta educativo/formativa alla pari del seminario. Sentitemi vicino e disponibile ad aiutarvi, insieme ai vostri formatori, nel cercare e trovare quello che Dio ha in cuore per ciascuno di voi, perché possiate realizzarlo in una vita vissuta in pienezza come veri discepoli del Signore.
A tutti, me compreso, buon cammino!







