Sono convita che chi viene eletto e riconosciuto dal popolo è ad esso che deve rendere conto, ma questa pare non sia la politica attuativa del governo bottariano. Da giorni si è accesa una bella polemica su “consiglio comunale sì” o “consiglio comunale no, meglio portare in giunta”.
E vado a spiegarmi. In conclusione, pochi giorni or sono, mi è giunta da parte del presidente del consiglio, Fabrizio Ferrante, una nota del 23/1/2018 con la quale si chiede a tutti i consiglieri se ritengano opportuno che una pratica urbanistica sia sottoposta al vaglio del consiglio o della giunta. Voi cosa pensate che io abbia risposto al presidente Ferrante? Che tutto avvenga in consiglio comunale!
Ricordo ai cittadini che per i consiglieri comunali l’unico luogo valido in cui discutere e portare a conoscenza dei tranesi gli argomenti che li riguardano e soprattutto quelli sul riassetto del proprio territorio urbanistico (cosa tra l’altro sancita dall’art. 42 del Dlgs. 267/2000), è il consiglio comunale, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie.
Così si è accesa una diatriba, tutta interna alla stessa maggioranza, tra chi vuole che i Pue urbanistici vengano discussi in consiglio comunale (per dare la giusta importanza al ruolo dei consiglieri, i quali a loro volta devono portarli a conoscenza del popolo, informando lo stesso della loro opinione in merito), e tra chi ritiene che sia meglio discuterli in giunta comunale.
La giunta compie tutti gli atti rientranti ai sensi dell'articolo 107, comma 1° e 2°, nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco o del presidente della provincia o degli organi di decentramento; collabora con il sindaco e con il presidente della provincia nell'attuazione degli indirizzi generali del consiglio.
A questo punto ho ritenuto opportuno informare i cittadini, tramite gli organi di stampa, di questa assurda diatriba, perché sono più che convinta che il luogo giusto dove discutere tutte le problematiche urbanistiche che riguardano Trani debba essere il consiglio e non la giunta. Non bisogna discutere di queste tematiche tra pochi intimi, dove i cittadini conoscono a posteriori le decisioni e non sentono con le proprie orecchie quali possono essere gli orientamenti politici dei singoli consiglieri e dei partiti politici.
Un’altra differenza sostanziale sulla scelta del consiglio consiste nel fatto che la nomina degli assessori in giunta avviene esclusivamente su atto monocratico del sindaco e gli stessi sono da ritenersi di sua esclusiva fiducia e rispondono del loro operato a lui. Sappiamo che, nel bene o nel male, i consiglieri sono stati scelti dal popolo, a cui è più che giusto rendere conto.
Infine, siccome mi ritengo ingenua, mi sono chiesta perché qualcuno insista nel voler portare in giunta e non in consiglio le pratiche urbanistiche. Assessore all’urbanistica, la invito ad adoperarsi affinché le decisioni urbanistiche non avvengano tramite Commissario ad acta (finora sono avvenute tre nomine a danno del Comune che pagherà le spese).
Lascio a voi, cari elettori, le conclusioni e lo stesso mio dubbio! Ma mi auguro che il buon senso prevalga in questa triste vicenda.
Dimenticavo: porterò successivamente a conoscenza dei cittadini chi ha optato per il consiglio comunale e chi per la giunta, così i tranesi potranno da soli trarre le loro considerazioni.
Anna Maria Barresi – Consigliera comunale indipendente
