La pista ciclabile di via Sant'Annibale Maria di Francia non solo non sarà soppressa, ma, al contrario, messa in totale sicurezza. È quanto ha determinato il dirigente della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, approvando un provvedimento che dà atto del fatto che il percorso per ciclisti, nel tratto compreso tra via Primo Capirro e via Puccini, necessita di lavori di adeguamento e messa in sicurezza consistenti nel potenziamento della segnaletica, con l'obiettivo di renderla maggiormente visibile.
«Tale provvedimento - sottolinea il comandante della Polizia locale - si rende necessario e urgente poiché la pista ciclabile è stata teatro di continui incidenti stradali. A rilevarli, non soltanto gli stessi vigili, ma anche numerosi articoli pubblicati sui giornali». Non è un caso che il provvedimento dirigenziale richiami ben sei pezzi che documentano, in maniera inoppugnabile, incidenti occorsi a causa del cordolo di quel percorso, ormai quasi del tutto invisibile, con i conseguenti pericoli cui gli automobilisti sono esposti. E continuano ad arrivare richieste di risarcimento danni da parte degli utenti vittime dei sinistri stradali che si verificano in tutta l'area interessata alla pista ciclabile - si legge nel provvedimento -, alla luce della precaria situazione della segnaletica esistente».
Peraltro, lo scorso 29 novembre il consiglio comunale ha approvato le variazioni finali al bilancio finanziario, che hanno incrementato i capitoli relativi alla segnaletica stradale con conseguente potenziamento della spesa. Di conseguenza, il dirigente ha potuto impegnare 30mila euro, Iva compresa, per assegnare i lavori di messa in sicurezza di quella pista ciclabile alla ditta Dss, di Modugno, che avrà cura non soltanto di riparare i danneggiamenti del cordolo della corsia, ma anche implementare ulteriormente la segnaletica in tutta l'area interessata.
La possibilità della soppressione di quella pista ciclabile era ventilata sotto l'egida dell'amministrazione Bottaro, alla luce non soltanto dei frequenti incidenti che si erano verificati, ma di oggettivi problemi legati al restringimento della carreggiata di via Sant'Annibale Maria di Francia in quel tratto.
È anche vero, peraltro, che la pista ciclabile era nata con il chiaro intento di creare una cerniera fra quella che percorre via Pozzo Piano, via Martiri di Palermo e via Primo Capirro, e la zona centrale della città, alla quale si sarebbe dovuta collegare con un'ulteriore annessione di percorsi per biciclette. Questo, almeno, era l'obiettivo del sindaco che fortemente la volle, inaugurandola il 1mo agosto 2009.
Per favorirne l'uso, la sua amministrazione dispose il divieto di transito per i mezzi pesanti in via Sant'Annibale Maria di Francia, proprio a causa del restringimento della carreggiata, con obbligo di deviazione su via Primo Capirro o via Duchessa d'Andria. Con il passare degli anni, però le cose non sono andate sempre allo stesso modo, e tutto ha concorso a rendere quella pista ciclabile un autentico oggetto misterioso, oltre che pericoloso.




