La chiusura della chiesa di San Domenico fa venire meno un appuntamento ormai istituzionale in occasione del Giorno del ricordo che ricorre oggi, 10 febbraio.
Infatti, proprio lì, il vicario territoriale della diocesi e rettore di quella chiesa, don Mimmo de Toma, celebrava da anni una santa messa in suffragio delle vittime delle Foibe.
Nella indisponibilità di San Domenico non si è pensato ad alcuna alternativa e, pertanto, la celebrazione liturgica quest'anno non ci sarà.
Da tempo non si ha notizia di attività del Comitato 10 febbraio, istituito alcuni anni fa a Trani proprio per l'organizzazione di iniziative di sensibilizzazione in merito a questa importante pagina di storia.
In ogni caso l'amministrazione comunale ha programmato una pubblica manifestazione per il prossimo 19 febbraio.
L’Assessorato alle culture della Città di Trani ha inteso organizzare un incontro di studi sulla vicenda storica dell’eccidio degli italiani d’Istria e Dalmazia, per favorire una possibilità di una riflessione comune su quanto accaduto in quell’area del Paese.
Il convegno, dal titolo “Le vicende del confine orientale”, si terrà lunedì 19 febbraio alle ore 19 presso la sala Maffuccini della biblioteca comunale Giovanni Bovio. Vi parteciperanno l’assessore alle culture della città di Trani, Felice Di Lernia, Giovanni De Iuliis (professore di storia e filosofia al liceo scientifico Vecchi), Andrea Moselli (movimento #Siamsolocustodi) e Giuseppe Dicuonzo Sansa, esule istriano di prima generazione.
Nato a Pola nel 1944 in un rifugio antiaereo quando sulla città imperversavano i bombardamenti alleati, sopravvissuto ai bombardamenti, alle persecuzioni tedesche, alla pulizia etnica ed all’esodo che sconvolse la sua famiglia, Giuseppe Dicuonzo Sansa è vice presidente dell’associazione nazionale di esuli istriani “Famiglia Diagnese”.
Autore di libri, poesie e saggi, attualmente ricopre l’incarico di delegato provinciale nel territorio di Barletta Andria Trani e referente per l’Italia meridionale dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
Il Giorno del ricordo è la solennità civile istituita per conservare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale», come la definisce la legge numero 92 del 30 marzo 2004 che l’ha istituita.

