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Due per 6x3: Barresi e Merra tappezzano Trani di manifesti contro il sindaco. Il testo

Due consigliere comunali che riempiono la città con i loro manifesti, anche 6 x 3, in misura - in proporzione - nettamente superiore rispetto a tutti i candidati delle elezioni politiche messi insieme.

Anna Barresi e Raffaella Merra hanno trasformato la loro battaglia politica in un'azione a tutto campo, anche a colpi di affissioni. E, paradossalmente, nonostante il lungo testo, i cittadini sono particolarmente attratti dal richiamo di un manifesto quanto mai atipico, ma che certamente non manca di destare curiosità.

i contenuti sono nel testo che pubblichiamo di seguito.

***

«Egregio signor sindaco». Inizia così la lettera firmata dai due consiglieri di opposizione Anna Maria Barresi e Raffaella Merra. «Abbiamo sentito il dovere di scriverle questa pubblica lettera, perché crediamo ci sia la necessità oggi, a circa tre anni dal suo insediamento, di fare chiarezza.

Avvertiamo l’esigenza di esprimerle pubblicamente il nostro disappunto in merito ad alcuni eccessi comportamentali che, nostro malgrado, siamo state costrette a rilevare sia durante le molte sedute di consiglio comunale che nella quotidianità.

Ci siamo candidate per il consiglio comunale con tanto entusiasmo perché ritenevamo di poter dare, il nostro contributo per la crescita e lo sviluppo della nostra città. Purtroppo lei non è riuscito, ripetiamo, a distanza di circa tre anni dal suo insediamento, a dare le giuste risposte che noi ed i cittadini si aspettavano dalla sua amministrazione.

 Purtroppo dobbiamo constatare, con la morte nel cuore, che le risposte non sono arrivate e continuano a non arrivare, a noi consiglieri ed ai cittadini che le avevano dato fiducia con il proprio voto. È in arrivo un’altra estate e Trani sarà ancora una volta mortificata e darà ancora una pessima immagine gestionale sia ai residenti che ai turisti.

Siamo ormai a fine febbraio ed il nostro lungomare è in totale stato di abbandono, ad eccezione delle attività intraprese da quei pochi imprenditori, che stanno rischiando di tasca propria, per attrezzare una piccola parte del lungomare.

I parcometri non ci saranno ancora e vedremo ancora una volta gli automobilisti alla ricerca disperata del grattino, perché lei ha deciso così (forse perché pensava ad un nuovo financial- project, forse ad ulteriore gestione privata?).

Il 12 febbraio l’incompiuto parcheggio sotterraneo di Piazza “XX Settembre”  ha festeggiato i primi 25 anni ed è ancora abbandonato all’illegalità. 

Vogliamo parlare dell’ultima follia che porterà alla scomparsa dell’intero quartiere Stadio? Quando avete pensato di realizzare un solo passaggio pedonale e ciclabile invece di quello veicolare per via Corato siamo rimasti basiti nel constatare che i cittadini del quartiere non sono ancora insorti, forse perché non ancora bene informati, per evitare che il quartiere stadio si trasformasse in “quartiere dormitorio” con la conseguenziale perdita di tutta l’economia della zona). 

Piazza Teatro, salotto della città ma sporca da tempo ed ostaggio di bande di bulli incontrollate, una piazza sciatta ed in stato di  abbandono in pieno centro storico;

La strettoia di Pozzo Piano (muro Telesio), che impone il senso unico, avete pensato di allargarla con la semplice promessa, di procedere ad un esproprio, ma siete ancora alla ricerca del fatidico finanziamento.

Vogliamo fare un breve cenno anche alle attività svolte dalle aziende partecipate dal nostro Comune.

Amiu Spa. Il commissario straordinario quando a luglio 2015 firmò il contratto di servizio con Amiu, nel quale era stato proposto l’obiettivo di raccolta differenziata per l’anno 2015 al 40%, dispose che la raccolta differenziata doveva aumentare, per “l’anno 2015, inderogabilmente al 65% per ridurre i costi di smaltimento assolutamente ed esageratamente onerosi”. L’amministratore unico di Amiu con la propria firma accettò e la Tari per l’anno 2015 aumentò del 40% e così anche per gli anni 2016 e 2017 ed i bene informati, parlano di un ulteriore aumento per l’anno corrente. Oggi la raccolta differenziata a Trani è ancora al 20% mentre Bisceglie è al 61%, Andria al 65%, Barletta 68%, Corato 77%. Anche in questo Trani fanalino di coda. L’Amiu ancora oggi naviga a vista senza obiettivi. L’amministratore unico di Amiu in un recente incontro ha affermato che fino dal 2015 aveva inviato al Comune il piano industriale e che il Comune non l’ha ancora approvato. In realtà si tratta di “Linee Guida per il Piano Industriale 2015 – 2020” totalmente privo di dati, obiettivi ecc.. Ci si rende conto che non dice nulla di concreto. Ci chiediamo cosa poteva approvare il Comune. Il fatto grave è che dal 2015, lei signor sindaco, continua a fare gestire l’Amiu a consuntivo, ovvero a portafoglio aperto, con costi fuori controllo. Vedi questione  fallimento Daneco, richiesto dall’amministratore unico e che dei circa € 3.500.000,00 l’Amiu vedrà arrivare, tra anni, solo poche briciole ! e dei prelevamenti arbitrari dal fondo post-esercizio di circa € 5.000.000,00 ! e degli incarichi professionali a go-go, quasi sempre a professionisti non di Trani che faranno lievitare la tassa sull’immondizia – Tari 2018. 

Vogliamo parlare, signor sindaco, della discarica? Grande nota dolente una farsa, una grande confusione all’interno della quale, noi cittadini, siamo sballottati fra mille verità ed un milione di bugie?  Per non parlare dei circa € 800.000,00 all’anno per la depurazione del percolato che il Comune paga dal 2016 per Sua volontà. In discarica in oltre tre anni non è stato fatto nulla di serio, per ridurre che la pioggia si trasformi in percolato, ed il Comune paga! E del Piano di caratterizzazione che doveva essere messo in atto entro 60gg. dalla chiusura della discarica e che a tutt’oggi, è ancora fermo! Trani,  non è mai stata così sporca, cassonetti rotti e puzzolenti, rifiuti ovunque e questo malcontento lo si percepisce tra i cittadini. 

Amet spa. Non possiamo poi non parlare della cara Amet, sì proprio cara perché a volte, ci ha fatto pagare bollette stratosferiche e per ben due volte, la stessa bolletta, con letture dei contatori inesistenti. Amet, dove l’amministratore delegato, da lei nominato, ha bisogno di nominare un avvocato che lo affianchi, non avendo il tempo da dedicare all’azienda («Ed io pago!» Diceva Totò). Per questa partecipata lei ha dei progetti che non vuole comunicare, forse è per questo che da tempo l’Amet langue ed il primo luglio 2019 si avvicina, data in cui si estinguerà il mercato di maggior tutela e spariranno forse, gran parte dei 27.000 utenti, oggi gestiti dall’Amet.

Siamo sicuramente convinte che per migliorare la salute delle due aziende sarebbe stato sufficiente sostituire gli attuali due amministratori, affidandole a  professionisti del territorio che provano vero attaccamento alle stesse. Purtroppo quando qualcuno glielo ha proposto, Lei sembrava incarnare la pubblicità di un famoso orologio: «Toglietemi tutto, ma non i miei amministratori».

Stp Trasporti spa. Constatiamo con notevole disappunto quanto sta accadendo oggi in Stp, dove la rimozione di un amministratore che in otto anni ha portato a navigare in acque calme e sicure l’azienda, rendendola più competitiva sul mercato, con risultati economici importanti, oggi la vediamo precipitare, in uno stato confusionale, con una gestione direzionale improntata alla creazione di problemi, anche nella gestione dei singoli utenti (vedasi il duo sigg.Fortunato-Piazza e le famose riunioni segrete, rivelate da una testata giornalistica).

Comune. Per ultimo, non perché sia un argomento meno importante, parliamo della macchina amministrativa e dei suoi lavoratori, problema da lei, sindaco, dimenticato, che fa parte di un’amministrazione di sinistra, e che avrebbe dovuto tenere in debita considerazione, fin dal giorno del suo insediamento. Alla luce di ciò riteniamo che la dialettica politica sia il sale della democrazia, sempreché fondata su idee e proposte da qualsiasi parte esse provengano. Solo allora potrà generare le migliori soluzioni. La nostra amata città signor sindaco, la si deve difendere facendo chiarezza politica, nell’interesse dei circa 56.000 residenti e non assecondando chi sta consumando un vero “delitto sociale” per interessi di partito e/o personali.

È giunto il momento di dire basta! Non c’è più tempo da perdere! Trani è divenuta una città dormitorio! Le attività commerciali chiudono!  La disoccupazione è dilagante!   Chi può scappa via! Sindaco, lo faccia il bene dei tranesi, lasci il timone di questa barca che sta inesorabilmente affondando».

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