Sono oltre 1700, in poco meno di 24 ore, le firme rilasciate sulla petizione on line - sul sito change.org - in merito alla cava fumante di contrada Monachelle. «Fate presto» è il titolo-appello dell'iniziativa lanciata da Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani a capo ed ex candidato sindaco. La petizione è rivolta al ministro dell'ambiente, Gianluca Galletti, ed al governatore, Michele Emiliano.
«A settembre 2017 un cittadino di Trani ha pubblicamente denunciato l'emissione di fumi da quella cava dismessa - ricorda Procacci -. Oggi fuma ancora, ininterrottamente, e le analisi di Arpa Puglia hanno accertato il superamento delle concentrazioni limite relative agli idrocarburi pesanti. Un affrettato intervento finalizzato al soffocamento dei fumi attraverso la copertura con inerti non ha avuto alcun esito positivo e gli ultimi rilievi condotti hanno accertato che la temperatura del suolo ad una profondità di alcuni decimetri dal piano topografico è di circa 400 gradi centigradi, mentre i sopralluoghi tecnici eseguiti dai Vigili del Fuoco hanno evidenziato il potenziale rischio di esplosione».
La Procura di Trani ha aperto un'inchiesta, il sindaco ha emanato un'ordinanza nei confronti dei proprietari dell'area per la messa in sicurezza e la bonifica del sito, ma questi l'hanno impugnata dinanzi al Tar, che si esprimerà nei prossimi giorni. «Intanto, però, i rifiuti in combustione continuano a bruciare - pone in rilievo Procacci - e la cava ad emettere cospicue esalazioni tossico-nocive, dall’olezzo acre e solforoso, che giungono nell’abitato di Trani».
La petizione richiede, a Governo e Regione, «di intervenire urgentemente per porre fine alla contaminazione del territorio di Trani, già segnato da numerose emergenze ambientali».
