In occasione del sopralluogo dello scorso 18 gennaio, aperto agli organi d'informazione, fu mostrato che dal Pozzo P6v, quello ritenuto più vicino all'incidente che, nel 2014, determinò la chiusura della discarica, fuoriusciva dell'acqua anche abbastanza pulita. E questo, secondo la posizione di amministrazione comunale ed Amiu, rappresentava un segno del fatto che la presenza di metalli nei campioni d'acqua prelevati dai pozzi, ormai da tempo, sarebbe nei limiti di legge.
Va anche detto, però, che dallo scorso novembre il sito di Amiu non rilascia più aggiornamenti sulle analisi, fino a quel punto abbastanza frequenti e regolari: «Questo lo verificherò - risponde il sindaco, Amedeo Bottaro -, ma credo le analisi siano state fatte e si debbano solo pubblicare. Le ultime mi risultano essere tutte nei limiti, ma corretto osservare che non siano pubblicate e, sulla loro mancata diffusione, chiederò immediati chiarimenti».
Nelle ultime analisi di cui si ha notizia eseguite a novembre dalla Arace laboratori di San Severo, per conto di Amiu Spa, con riferimento ai campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani, si evince che il nichel nel pozzo a monte P2m è tornato quasi ai limiti. Tuttavia, grazie all'oscillazione prevista per legge, pari a 4,9 microgrammi per litro, è da ritenersi conforme. Infatti, il limite di legge è di 20 ed il valore riscontrato 24,6: il margine di tolleranza di 4,9 lo fa attestare, pertanto, appena al di sotto del superamento della soglia. Risultano nei limiti tutti gli altri metalli presenti nei campioni prelevati, compreso il manganese dal già citato pozzo P6v.

