Potrebbero formarsi i significative code di elettori, all'esterno dei seggi, a causa dell'introduzione del tagliando antifrode sulla scheda elettorale. È questo il motivo di maggiore novità - e preoccupazione - delle elezioni politiche di domenica prossima e, ad illustrarne i contenuti, è stato l'Ufficio elettorale, ieri pomeriggio, in una riunione con i presidenti di seggio nella sala Azzurra del Palazzo di città.
Nella giornata di domani, quando si costituiranno le 54 sezioni elettorali della città, sulla scheda sarà incollato, in un lembo da staccarsi successivamente, un bollino adesivo contenente un codice alfanumerico di sette caratteri.
Tale codice, prima della consegna della scheda all'elettore, sarà letto dal presidente e riportato da uno scrutatore nella lista di sezione.
L'elettore, dopo avere espresso il voto, non potrà imbucare la scheda nell'urna, ma deve cederle al presidente, che dovrà nuovamente verificare che i caratteri del tagliando della scheda riconsegnata siano gli stessi riportati prima dell'ingresso in cabina. Solo a quel punto il lembo viene staccato e la scheda introdotta, dal presidente, nell'urna.
Tutto questo determinerà un prolungamento dei tempi di espressione del voto e, di conseguenza, potrà fare allungare le code degli elettori alle porte dei seggi.
Quanto alle modalità di voto, riaffermati i concetti cardine. È sufficiente barrare il simbolo di un partito per votare, contemporaneamente, il candidato all'uninominale ed il partito stesso, con i vari candidati nel listino del proporzionale.
La scheda è nulla quando la volontà dell'elettore si manifesta in modo non univoco: vietato barrare due diversi candidati all' uninominale: vietato barrare due simboli di partito, anche se appartenenti alla stessa coalizione; vietato barrare un candidato all'uninominale ed un partito di un'altra coalizione, poiché non è ammesso il voto disgiunto; vietato barrare i singoli nomi dei candidati al proporzionale, perché sarebbe un segno di riconoscibilità dell'elettore, in quanto questo voto non ammette preferenze.
Al contrario, una croce nell'intero rettangolo, che comprenda il candidato al uninominale, i partiti e i candidati al proporzionale, viene intesa come un rafforzamento della volontà di scegliere quei soggetti politici e, pertanto, è da considerarsi un voto valido.






